Elisa Claps, il fratello Gildo rilancia i sospetti su Restivo per il delitto Oki

Gildo Claps accusa Danilo Restivo per l’omicidio di Oki e sostiene che le analogie con altri delitti e la data del 12 luglio 2002 rafforzino i sospetti, mentre Omar Benguit resta in carcere dichiarandosi innocente.

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Elisa Claps, il fratello Gildo rilancia i sospetti su Restivo per il delitto Oki

Gildo Claps torna a indicare Danilo Restivo come possibile responsabile anche dell’omicidio di Jong-Ok Shin, la studentessa sudcoreana conosciuta come Oki, uccisa a coltellate il 12 luglio 2002 a Bournemouth. La sua convinzione, ribadita dopo un servizio della Bbc, nasce dalle modalità del delitto e da elementi che, a suo dire, escluderebbero la colpevolezza di Omar Benguit.

Per quel caso è stato condannato all’ergastolo proprio Benguit, che ha sempre proclamato la propria innocenza. Secondo Claps, le testimonianze iniziali e gli elementi raccolti all’epoca non sarebbero sufficienti a sostenere la responsabilità dell’uomo, mentre alcuni testimoni avrebbero successivamente cambiato versione.

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Restivo è già stato riconosciuto colpevole in Italia per l’omicidio di Elisa Claps, scomparsa a Potenza nel 1993 e ritrovata anni dopo nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. In Inghilterra è stato invece condannato per l’uccisione della sarta Heather Barnett, avvenuta sempre a Bournemouth il 12 novembre 2002.

Proprio il 2002 rappresenta un punto chiave: in quei mesi Restivo viveva nella città inglese dove si consumarono sia il delitto di Oki sia quello di Barnett. Le due vicende, insieme a quella di Elisa Claps, risultano collegate nel tempo e nelle modalità, tutte caratterizzate da aggressioni con arma da taglio.

Claps richiama anche una coincidenza che considera significativa: la data del 12. Elisa Claps fu uccisa il 12 settembre 1993, Heather Barnett il 12 novembre 2002 e Jong-Ok Shin il 12 luglio dello stesso anno. Una ricorrenza che, secondo lui, suggerirebbe uno schema preciso.

Nonostante i dubbi sollevati nel tempo e rilanciati dai media britannici, sul caso della studentessa sudcoreana non risultano nuove indagini. Le richieste di revisione del processo sono state respinte e Benguit resta detenuto, mentre Restivo in passato era stato sospettato ma poi escluso anche grazie all’alibi fornito dalla compagna con cui viveva all’epoca.