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Ludovico Bessegato regista di Skam Italia a Fanpage : Vi racconto com'è nata questa serie partita da Oslo

Ludovico

Fanpage.it ha raggiunto telefonicamente Ludovico Bessegato, l’acclamato sceneggiatore di Skam Italia, serie nata in Norvegia e diventata in breve tempo un fenomeno anche italiano, per capire com’è partita questa avventura, quali sono i segreti del suo successo e che possibilità ci sono al momento per Skam 5.


"Skam non è una serie teen, è una serie vasta e questa secondo me è la differenza con altri prodotti dignitosissimi che puntano a essere solo prodotti per teenager. - precisa Bessegato, aggiungendo che - Skam racconta delle persone, non ha dei canoni specifici e questo gli ha permesso di contagiare età molto diverse tra loro. E non ha confini, tant'è che Skam Italia è stata inserita da Buzzfeed tra le 10 serie non in inglese da vedere, credo possiamo dirci soddisfatti".

Su come si è accostato alla serie norvegese, lo sceneggiatore, che dal 2012 è produttore creativo per Cross Productions, racconta "Uno degli editor di Cross, più o meno tre anni fa, ci segnala l'esistenza di questa serie norvegese che stava iniziando ad avere molto successo in tutto il mondo. [...] Io l'ho vista e in effetti ho subito colto le ragioni legate a quel tipo di successo internazionale". "A quel punto abbiamo preso i diritti di remake - prosegue Bessegato - e abbiamo iniziato a lavorare sull'adattamento. Per farlo, siamo stati coinvolti direttamente dalla televisione nazionale norvegese, titolare del format, che ha invitato a Oslo sia me che tutti gli altri autori dei remake delle altre nazioni e ci hanno formato per due giorni sulle linee guida che loro avevano messo a punto. Ce le hanno trasferite, chiedendoci da un lato di mantenere una serie di aspetti e dall'altro di acquisire un metodo che ci consentisse di trovare le nostre verità e le nostre realtà, perché è ovvio che la realtà norvegese è diversa da quella italiana". Tra gli aspetti da mantenere, spiega Bessegato, soprattutto quello di "non fare molta comunicazione, di non fare conferenze stampa, di non fare lanci, di non diffondere materiali di supporto, e lasciare che in una prima fase perlomeno il prodotto si diffondesse spontaneamente tra i ragazzi, che dovevano scoprire questa cosa e raccontarsela attraverso il passaparola", un modello rischioso, ma che lentamente è esploso diventando un fenomeno.

 

Lo sceneggiatore si sofferma sull'ampio spazio dato ai social all'interno della serie "Oggi raccontare qualunque tipo di storia prescindendo da whatsapp o instagram è folle. Sarebbe come fare un film negli anni 90 in cui la gente non usa i telefoni. Comunichiamo tutti con lo smartphone, è parte integrante a qualunque età" e sull'amicizia tra Sana e Martino, i personaggi della serie, spiega "In realtà è un tipo di amicizia che non è così impossibile. Per cui, partendo da questo presupposto di possibile incompatibilità, queste due persone era interessante farli interagire in modo che scoprissero di avere più cose in comune di tutti gli altri".


Bessegato ci racconta di come il rapporto tra Sumaya Abdel Qader, consulente alla sceneggiatura di SKAM Italia 4 e l'attrice Beatrice Bruschi che interpreta Sana, abbia aiutato quest'ultima "Sicuramente ad avere uno sguardo, che è quello di una donna emancipata, femminista, progressista e allo stesso tempo estremamente credente. Beatrice ha potuto constatarlo in Sumaya e nelle sue figlie di 15 e 16 anni, tra l'altro una delle quali porta il velo e l'altra no, passando del tempo con loro per confrontarsi e poter argomentare rispetto i propri dubbi." e riflette poi su come "Il velo per Sana è una scelta, non un'imposizione", ovvero un atto femminista che "significa sentirsi libere da pregiudizi e discriminazioni".

Infine sull'ipotesi di Skam 5 lo sceneggiatore rivela "Adesso voglio un attimo stoppare la testa, sedermi sul divano e godermi questa cosa con chi l’ha realizzata con me. Poi fra poco capiremo, anche perché non dipende da noi. Ci sono tante cose che devono allinearsi, prima di tutto in questo momento tornare a parlare di ripartire su un set è utopia, non è semplice capire se e quando potremo tornare a girare. Poi ci sono i percorsi personali degli attori, ci sono Netflix, Tim e Cross Productions, ci sono i norvegesi, ci sono tante realtà molto grosse che devono parlarsi e capirsi. E soprattutto deve succedere una cosa che ancora non è successa: ce lo devono chiedere".

zazoom