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Aiuto, mia moglie sta male! Ferma una donna in auto e la violenta per ore

La trappola è avvenuto in piena notte. L'orco ha fermato l'auto, a bordo una donna, e con la finta ...
Aiuto, mia moglie sta male! Ferma una donna in auto e la violenta per ore

Aiuto, mia moglie sta male! Ferma una donna in auto e la violenta per ore

Stupro Sicilia

La trappola è avvenuto in piena notte. L'orco ha fermato l'auto, a bordo una donna, e con la finta scusa di chiedere aiuto per la moglie l'ha sequestrata e poi violentata per ora. Un 26enne siciliano è stato fermato dalla polizia con le accuse di sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina: fingendo che la moglie avesse avuto un malore, ha fermato di notte in strada un'auto e ha stuprato per ore la giovane conducente.

La violenza choc è stata perpetrata nel Ragusano. Ad incastrare l'uomo, fermato per sequestro di persona e abuso sessuale, sono state anche le telecamere, oltre alla denuncia, dettagliata, della vittima. La sera del 2 settembre una giovane donna ha festeggiato il suo compleanno a casa di amici vicino al mare; a fine serata, intorno alle 2.00, stava facendo rientro a casa con la torta avanzata da portare ai suoi familiari ed il regalo ricevuto dagli amici. 

"Era sola in auto e ha visto un uomo sbracciarsi al centro della strada che chiedeva aiuto, non poteva non fermarsi altrimenti lo avrebbe investito e lei pensava davvero fosse accaduto qualcosa, che lui avesse bisogno - spiegano gli inquirenti- L'uomo le ha chiesto di aiutarlo perché la moglie aveva avuto un malore pertanto la vittima voleva chiamare i soccorsi. L'uomo aveva architettato tutto in quanto non c'era alcuna urgenza, era da solo e la moglie in casa, quando la ragazza prende il telefono per chiamare i soccorsi, ancora seduta in macchina, lui lo strappa dalle mani, infila il braccio dal finestrino ed apre lo sportello. Con una grossa pietra in mano ha minacciato di ucciderla se non si fosse spostata sul lato passeggero, la donna sotto choc e non può fare altro che obbedire".

L'uomo si è messo alla guida e ha portato la ragazza nella zona del cimitero di Vittoria, cercato una strada isolata ed al buio, fermato l'auto, preso il portafogli della vittima, la rapina di 250 euro e tirato fuori la carta d'identità. "Legge ad alta voce e con attenzione tutti i dati e rivolgendosi alla donna le dice "adesso so tutto di te", quindi se non voleva avere problemi doveva assecondarlo altrimenti avrebbe ammazzato lei e la sua famiglia - dicono gli inquirenti - Dopo averla rapinata abusa sessualmente di lei; la descrizione resa dalla vittima è talmente atroce che la ragazza ha enormi difficoltà a raccontare l'accaduto. Ormai la vittima era diventata "preda" quindi l'indagato decide di portarla a Marina di Ragusa dove la porta in spiaggia ed addirittura la costringe ad ascoltare i lamenti sulla moglie e la lite avuta poche ore prima con lei".

Sono già le 4, nessuno passa da lì, aveva piovuto ed è lunedì notte. La ragazza è sotto choc, continua a pensare che lui sa tutto di lei e poi quelle minacce gravissime. Dopo 15 minuti trascorsi a Marina di Ragusa la riporta a Vittoria e "non pago per tutto il male fatto torna nuovamente dove l'aveva condotta la prima volta e la violenta ancora. Poi, come se nulla fosse, ma sempre sotto le continue minacce, la fa guidare fino ad una piazzetta vicino casa sua e si fa lasciare li; prima di scendere ribadisce ulteriormente le minacce di morte",'raccontano gli investigatori. 

Sono le 5 del mattino, la vittima per la paura e lo choc per la violenza subita non chiama la Polizia ma chiede aiuto agli amici con i quali aveva trascorso il suo compleanno, la sua festa di compleanno. Loro stanno dormendo tutti, i telefoni sono senza suoneria, la donna decide di inviare un messaggio vocale alla sua amica che le aveva organizzato la festa, in quel messaggio trova la forza di raccontare tutto, ma l'amica dormiva, solo qualche ora dopo legge i messaggi e subito si affretta a raggiungerla per darle conforto ma la ragazza è già in Questura a Ragusa.

Non avendo trovato gli amici è costretta a chiamare i genitori con i quali convive ma che non voleva far preoccupare. La donna è ferma in macchina non si muove, i familiari la raggiungono e portano in ospedale. I medici, informati di quanto accaduto, hanno chiamato subito la Polizia di Stato che interveniva con una Volante del Commissariato di Vittoria. La donna è stata affidata ai medici e psicologi ma gli operatori di Polizia hanno dato avvio alle indagini con alcuni elementi riferiti dalla vittima. 

Il meticoloso lavoro degli investigatori ha permesso di riscontare quanto dichiarato dalla vittima, così, ogni passaggio del racconto ha trovato un match positivo dalle immagini di videosorveglianza. "Quando si è avuta certezza sull'identità dell'indagato gli investigatori si mettevano sulle sue tracce; quando è stato individuato era intento a camminare lungo una strada vicino casa sua ed alla vista degli agenti di Polizia ha tentato di fuggire ma è stato subito bloccato", spiegano dalla Mobile. Alla luce delle risultanze investigative e proprio per il tentativo di fuga messo in atto dall'indagato, gli uomini della Polizia di Stato hanno sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria un uomo di 26 anni.

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da Zazoom
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