Il bilancio monstre spacca l’Europa in due
Una coalizione di 16 paesi chiede aumenti di fondi, mentre altri stati, conosciuti come i «frugali», si oppongono. L’Italia si schiera con il primo gruppo, nonostante sia un contributore netto e verserebbe più fondi senza ricevere equivalenti. La disputa riguarda il bilancio europeo, con divisioni tra chi sostiene maggiori investimenti e chi preferisce contenere le spese. La questione ha diviso i membri e ha portato a confronti aperti sulla ripartizione delle risorse.
La trattativa sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp), cioè il bilancio a lungo termine dell’Unione europea, entra nel vivo. Lunedì, prima del Consiglio Affari generali di ieri, 16 paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia, hanno presentato una dichiarazione congiunta per ridisegnare i contorni del prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Una mossa politica arrivata alla vigilia della riunione dei ministri per gli Affari europei. Il Qfp è strutturato su cicli di sette anni e fissa i tetti massimi di spesa per le grandi categorie di politiche europee, come coesione territoriale, agricoltura, ricerca, difesa, infrastrutture. La Commissione ha presentato l’estate scorsa la sua proposta per il ciclo 2028-2034, per la cifra mostruosa di 1. 🔗 Leggi su Laverita.info

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