Morandi quelle bottiglie ferme come santi di Piero
Una bottiglia di Giorgio Morandi, pittore vissuto tra il 1890 e il 1964, viene paragonata all’immobilità di un santo dipinto da Piero della Francesca. La scena mostra un oggetto statico, fermo, con dettagli precisi e silenziosi. La luce illumina delicatamente la superficie, evidenziando le sfumature di colore e le forme semplici. Il quadro trasmette una sensazione di quiete e contemplazione, senza alcuna azione in corso.
Una bottiglia di Giorgio Morandi (1890-1964) può avere l'immobilità di un santo di Piero della Francesca. Non perché gli somigli, né perché ne ripeta il significato, ma perché, come quel santo, sembra avere attraversato il rumore del mondo per approdare a una forma più ferma, più alta, quasi definitiva. Sta lì: muta, frontale, senza più una funzione pratica. Non serve a versare, non appartiene più alla cucina, allo scaffale, alla polvere dello studio. È ancora una bottiglia, certo. Ma la pittura l'ha separata dall'uso e l'ha consegnata a un'altra durata. Piero e Morandi sono lontanissimi. Li separano quasi cinque secoli, la storia, le committenze, la teologia, il modo stesso di pensare l'immagine. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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