Perdersi nelle ballate di Krano tra ritmi lenti e una lingua misteriosa

Per “Le città di Pianura” Marco Spigariol s’incarica di traslare in musica i desolati, quanto amati scenari stradali attorno al Piave, il sapore delle foschie e delle nebbie, quella rarefazione umida dell’aria, i vapori della laguna, gli stralunati mondi che si muovono al rallentatore nei bar Adesso che “Le città di Pianura” è diventato il film-sorpresa di stagione, con la sua persuasiva vicenda dei due dropout alla deriva sulle strade della bassa trevigiana, magnificamente interpretati da Pierpaolo Capovilla (cantante del Teatro degli Orrori) e Sergio Romano, con la complicità di Andrea Pennacchi e Roberto Citran, rinverdendo le atmosfere di Carlo Mazzacurati e Vitaliano Trevisan e sospingendo movimenti alla Aki Kaurismäki, abbiamo finalmente l’occasione di parlare di Krano, nome d’arte di Marco Spigariol, veneto trapiantato a Torino, autore della colonna sonora del film, che gioca un ruolo indispensabile nella gestalt architettata dal giovane regista Francesco Sossai. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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