Il campione europeo di cybersicurezza ci spiega perchè agli hacker etici non piace lavorare in Difesa

In un contesto di crescente minaccia digitale, il campione europeo di cybersicurezza analizza le sfide e le dinamiche che coinvolgono gli hacker etici e il settore della difesa. La situazione attuale, segnata da attacchi russi contro siti italiani, evidenzia la complessità di un'era di guerra ibrida in cui la cybersicurezza riveste un ruolo cruciale.

Stipendi inadeguati e poca prevenzione nel settore pubblico fanno scappare i giovani talenti dell’informatica all’estero. “Militari e hacker sono ancora due mondi lontani. Ma le occasioni di incontro stanno aumentando”, dice Gaspare Ferraro, coordinatore della nazionale italiana di cyberdefender “Siamo dentro una guerra ibrida. Gli attacchi hacker dei russi ai siti italiani non fanno pensare diversamente. Ma la difesa militare non piace tanto agli esperti di cybersicurezza”. Lo spiega al Foglio senza giri di parole Gaspare Ferraro, docente universitario a Genova di Data protection and privacy e technical manager del Cybersecurity National Lab del Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica). 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

il campione europeo di cybersicurezza ci spiega perch232 agli hacker etici non piace lavorare in difesa

© Ilfoglio.it - Il campione europeo di cybersicurezza ci spiega perchè agli hacker etici non piace lavorare in Difesa

La notizia è accompagnata da articoli, post social e contenuti correlati disponibili più avanti.

campione europeo cybersicurezza spiegaIl campione europeo di cybersicurezza ci spiega perchè agli hacker etici non piace lavorare in Difesa - Stipendi inadeguati e poca prevenzione nel settore pubblico fanno scappare i giovani talenti dell’informatica all’estero. Riporta ilfoglio.it

Dai un’occhiata anche a questi contenuti

Sono disponibili ulteriori notizie e video informativi attraverso la ricerca dedicata.