Io cuoco che dà da mangiare ai senzatetto vi racconto perché l’odore della povertà è colpa della politica
di Raffaele Galardi* La povertà non chiede nulla, occupa lo spazio con corpi, oggetti ma anche odore, molte volte puzza. L’odore resta, non si relativizza è acre, sgradevole a volte da i conati, è proprio lì che la società mostra la sua natura, quella vera. Una persona entra in un’attività commerciale, sente quell’odore, si ritrae per istinto non lo nasconde, lo dice apertamente, educatamente con parole ricercate e forbite, in quelle parole c’è l’intero dispositivo del nostro tempo, parole che fanno male alle orecchie ed alla sensibilità di alcuni, non tanto l’odio perché non è odio, non il giudizio morale, ma il rifiuto del contatto. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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