No all’educazione sentimentale sì alla mediazione dei saperi disciplinari e dei bravi insegnanti

Fatto sorprendente, ma che forse può essere spiegato nel modo seguente: mezzo secolo fa la scuola dell’obbligo era vista dai progressisti soprattutto come scuola di conformismo e adesione ai falsi valori del mondo, mentre oggi è vista soprattutto come luogo di resistenza e reazione nei confronti di quei falsi valori in nome di valori più alti e veri, da assorbire – tra le mura scolastiche – parte attraverso l’acculturazione e parte attraverso una socializzazione più umana di quella che passa attraverso la comunità dei pari, o i media, o i social network. Se tale possa o debba essere una scuola, diciamo, aggiornata ai tempi; e se questa educazione al non conformismo non rischi di risolversi in un conformismo di diversa natura, è una questione su cui si potrà riflettere un’altra volta. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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