Sandra Mujinga presenze collettive e fantasmi vegetali

Spesso, nei lavori di Sandra Mujinga (1989, Goma, DRC), si scende e ci si immerge in una dimensione inferiore, in un luogo che sta «sotto» in cui luce e suono sono deformati e stranianti. Ed è nelle profondità dello Stedelijk Museum, che vivono, in questi mesi, 55 altissime figure-ombra, in Skin to Skin (Sandra Mujinga – Skin to Skin, Stedelijk Museum, Amsterdam; e Belvedere Museum, Vienna, a cura di Melanie Bühler e Axel Köhne, fino all’11 gennaio 2026). UN PO’ COME CREATURE animali che, cercando di sopravvivere difendendo la loro esistenza negli ambienti ostili, modificano le loro modalità corporee, le sue grandi torri di guardia – che poi sono anche custodi nell’ombra, in parte forse nostri antenati, sicuramente avatar silenziosi e guardiani delle tenebre (Spectral keepers è il titolo di un suo lavoro del 2020), sono completamente immerse nella luce verde e chi visita si vede riflesso, insieme a loro, nelle tante superfici specchianti che foderano i cubi di alluminio su cui poggiano. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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