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Sterlina, un'altra settimana vissuta sulle montagne russe

E' stata un'altra settimana importante per la sterlina e il Regno Unito, dove la tensione politica è crescente. La questione Brexit è il fulcro di tutto. L'approccio soft della May aveva dato una piccola spinta alla sterlina sui mercati valutari, ma in seguito le doppie dimissioni che hanno interessato il suo Governo proprio a causa della faccenda Brexit  (il segretario agli Esteri Boris Johnson e il ministro Brexit David Davis) hanno acceso molte micce all'interno dell'esecutivo. Di conseguenza s'è rialimentata la pressione sulla sterlina.

Cosa succede alla sterlina

Basta aprire la piattaforma del miglior broker trading online per vedere le montagne russe sulle quali ha viaggiato la coppia Gbp-Usd, che è passata dai massimi ai minimi delle ultime settimane. Adesso viaggia poco sopra quota 1.32. Un piccolo sussulto s'è avuto dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che vorrebbe concludere un accordo commerciale con la Gran Bretagna.

Nel frattempo si profila all'orizzonte una nuova settimana intensa. Le proposte del Libro bianco dovranno affrontare un voto in parlamento all'inizio della settimana, mentre una serie di dati macroeconomici fornirà delle indicazioni riguardo alle prospettive di aumento dei tassi d aparte della BoE (Il calendario include CPI, PPI, vendite al dettaglio e dati sull'occupazione). Questioni politiche ed economiche quindi resteranno di pari misura i driver della sterlina, suggerendo ai trader di muoversi con cautela, oppure "accodarsi" alle mosse di quelli più esperti per chi fa copy trading (qui c'è la guida come funziona etoro copy trading).

Dal punto di vista tecnico la coppia GBP / USD ha infranto la resistenza a 1,3200 e sta testando quella posta a quota 1,3250. La media mobile a 50 periodi del periodo semplice sta per superare la SMA a 100 periodi, suggerendo che il momentum rialzista sta crescendo. La prossima settimana i tori metteranno gli occhi sulla cifra di 1,3300 e 1,3363 sul massimo settimanale attuale.
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2018-07-14T11:21:00.000+02:00

Crediti deteriorati, la stretta sarà sotto la supervisione BCE banca per banca

Cambieranno le modalità con cui la BCE gestisce la questione dei NPL - Non profit loans. La Banca centrale europea infatti ha annunciato tramite una nota che fisserà aspettative specifiche per ogni singola banca riguardo agli accantonamenti per la copertura dei crediti deteriorati. Tali aspettative sono basate sul benchmarking di banche simili e paragonabili, e sono definite in base all'attuale livello di Npl e alle caratteristiche finanziarie degli istituti.

Crediti deteriorati e BCE

Il lavoro fato fino a questo momento sui crediti deteriorati è giudicato da Francoforte come molto positivo, anche se «l'attuale livello aggregato rimane troppo alto se paragonato agli standard internazionali». Servono quindi ulteriori sforzi in questa direzione. Adesso con questa nuova misura, la banca centrale vuole giungere a garantire ulteriori progressi per ridurre i rischi nell'Eurozona, così anche da arrivare a uno stesso livello di copertura degli stock e flusso di Npl nel medio termine. La Vigilanza Bce guidata da Daniele Nouy mira quindi a trovare un punto di incontro tra la necessità di mantenere il rigore sul tema dei crediti deteriorati, e al tempo stesso tenere conto della specificità delle singole banche.

Per le banche italiane questo nuovo orientamento della BCE è molto positivo. Infatti i nostri istituti nazionali sarebbero stati penalizzati dalle differenze enormi con gli altri Paesi dell’eurozona sia nel tessuto economico sia nelle norme sul recupero crediti deteriorati. Adesso invece, visto che le singole banche dovranno elaborare un proprio piano di smaltimento dei crediti in sofferenza, si potrà viaggiare seguendo un percorso graduale e sostenibile per individuare i livelli di accantonamento sui crediti. La Banca d'Italia, da parte sua continuerà a lavorare con la Eurotower per monitorare i progressi delle banche italiane.
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2018-07-12T10:21:00.002+02:00

Rand Sudafricano in ripresa grazie alla debolezza del dollaro

I mercati si sono presi una pausa dai loro timori riguardo lo scoppio di una guerra commerciale sempre più forte, e questo ha aiutato le valute emergenti come il Rand sudafricano. Quest'ultima infatti ha messo assieme una serie di sedute positive a dimostrazione come la domanda di divise emergenti sia in risalita.

Le prospettive del Rand sudafricano

Anche oggi la coppia Usd-Zar aveva cominciato muovendosi in discesa fino a 13,3850, leggermente più sopra del picco di tre settimane raggiunto lunedì a 13,3100. Poi c'è stato il rientro del dollaro. Sulla base dei dati dei migliori siti Forex trading gratis possiamo vedere che venerdì scorso il rand sudafricano ha chiuso sotto le 13,50 per la prima volta dal 22 giugno. S'è trattato di un momento molto importante, dopo il crollo al minimo di sette mesi a quota 14,00 durante il sell-off dei mercati emergenti, innescato dall'aumento dei tassi negli Stati Uniti e dai nervosismi sulla crescita globale.

Oltre alla crescita della domanda di valute emergenti, questa ripresa del Rand è stata innescata anche dalla debolezza del dollaro. La crescita più lenta del previsto dei salari medi orari negli Stati Uniti è stata il catalizzatore della correzione. Da allora il rand ha superato la resistenza tecnica a quota 13.40, livello attorno al quale è ancora in corso il braccio di ferro tra compratori e venditori.

Dal punto di vista tecnico, occhio alla formazione di triplo massimo e triplo minimo trading, mentre se volessimo immaginare un ulteriore rialzo del Rand fino a 13,00, bisognerebbe che si verificassero alcune condizioni. Anzitutto un cambiamento significativo nel sentimento degli investitori, vale a dire la dissipazione dei timori sulle guerre commerciali. Inoltre occorrerebbe anche l'arresto degli aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve statunitense. Cose che al momento non ci sembra di vedere affatto all'orizzonte.
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2018-07-10T10:55:00.002+02:00

Consumi, cresce del 10,5% la voglia di BIO nel carrello della spesa

I consumi degli italiani hanno sempre più una impronta bio. Nel corso del primo quadrimestre del 2018 l'incidenza dei prodotti biologici sul carrello della spesa è salito del 10,5%. Lo rileva una analisi della Coldiretti basati su dati della Nielsen, limitatamente a Iper e Supermercati. Peraltro non si tratta di un exploit isolato, visto che i trend è in crescita ormai da un decennio.

I dati sui consumi bio

Secondo l'analisi, 6 italiani su 10 nel corso dell'ultimo anno ha comprato prodotti bio. Il prodotto più ricorrente sono le uova, seguiti dai panetti croccanti, dalle confetture di frutta, dai sostituti del latte, l’extravergine, il latte fresco, la pasta di semola integrale, farro e kamut, la frutta secca senza guscio, lo yogurt intero e i biscotti.

Stimolata da una domanda in costante crescita, anche la produzione nazionale è salita. Adesso è giunta a 1,8 milioni di ettari tra bio e in conversione. Tra le colture con maggiore incremento ci sono gli ortaggi (+48,9%), seguite dai cereali (incremento del 32,6%), la vite (salite del 23,8%) e l’olivo (+23,7%). Dal punto di vista della diffusione geografica, la regione con la superficie maggiore destinata alle coltivazioni bio è la Sicilia (363.639 ettari), cui seguono altre due regioni del Sud: Puglia (255.831 ettari) e Calabria (204.428 ettari).

Consumi bio, occhio alle frodi

La diffusione dei consumi bio ha avuto come effetto collaterale il proliferare di tentativi di frode. Ovvero di commerciare prodotti spacciandoli per biologici quando invece non lo sono. I controlli fatti dai carabinieri dei Nas hanno di recente portato a 100 tonnellate di merce sequestrate e 1.500 confezioni di alimenti non idonei alla commercializzazione, sia per motivi di etichettatura e tracciabilità che per ragioni igienico sanitarie e di superamento dei termini di conservazione.

Secondo la legge per essere commercializzato come “biologico” un alimento deve essere stato prodotto da aziende certificate da Organismi autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura che appongono su tali prodotti il loro logo, identificandoli quali biologici. Gli alimenti “biologici” provengono da coltivazioni o allevamenti che utilizzano tecniche agronomiche e zootecniche a basso impatto ambientale, attraverso protocolli produttivi nei quali è vietato o limitato l’impiego di diserbanti, insetticidi o concimi contenenti sostanze di sintesi chimica.
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2018-07-08T00:59:00.000+02:00

Euro in ascesa dopo i dati della Germania. Sfiorati i massimi di 3 settimane sul dollaro

I dati sugli ordini industriali della Germania hanno messo le ali all'euro, che si è avvicinato ai massimi di tre settimane contro il dollaro. La valuta unica inizialmente era giunta a guadagnare circa mezzo punto percentuale, anche se in seguito i guadagni sono stati limati. L'attesa infatti è per il rilascio delle minute della Fed in serata.

L'industria tedesca spinge l'euro

Partiamo dai dati. Gli ordini industriali tedeschi sono saliti a maggio in modo più sostenuto delle previsioni. Dopo 4 cali mensili consecutivi, la ripresa della domanda da parte dei clienti domestici e del resto della zona euro ha spinto il dato finale che ha mostrato un rialzo del 2,6% su base mensile (dal -1,6% della passata rilevazione). Su base annua gli ordini di fabbrica sono saliti del 4,4% dal precedente +0,8% (dato rivisto da -0,1%). Il mercato si attendeva una crescita mensile dell'1,1% e dell'1,7% su base annua.

Inevitabilmente l'euro ne ha tratto subito beneficio. Come detto, la valuta unica si era spinta oltre quota 1.17 avvicinandosi al picco di tre settimane a quota 1,1722 (per una panoramica storica completa, scegliete la vostra migliore piattaforma trading Forex online e accedete ai dati di archivio). Tuttavia, le preoccupazioni commerciali continueranno a dominare i mercati e inoltre c'è molta attesa per la pubblicazione dei verbali dell'ultimo meeting FED di giugno. Gli investitori sono alla ricerca di indizi sul fatto che la Federal Reserve sia ancora sulla buona strada alzare i tassi di interesse due volte di più quest'anno.

Consiglio: prima di tuffarvi sui mercati valutari, studiate bene la vostra piattaforma di trading. Qui ad esempio è spiegato come funziona plus500 web trader

Europa a lavoro sui tassi e dazi

Sul fronte Europeo comunque i media riferiscono che la Banca centrale europea potrebbe alzare i tassi di interesse entro il prossimo settembre o ottobre (2019), ma anche che alcuni membri del Consiglio direttivo ritengono che sarebbe tardi aspettare la fine del 2019 per una mossa simile. Nel frattempo i mercati continuano a metabolizzare il rapporto del Financial Times (FT) secondo cui l'Unione europea (UE) sta considerando dei colloqui multilaterali per raggiungere un accordo tariffario tra gli esportatori di auto di grandi dimensioni al mondo, per impedire una guerra commerciale a tutto campo con gli Stati Uniti.
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2018-07-05T10:29:00.002+02:00

Vacanze estive, pochi soldi: 8 milioni di italiani devono rinunciarci

La crisi economica continua a farsi sentire sulle scelte degli italiani. Circa 8 milioni di loro infatti dovranno rinunciare alle vacanze estive, proprio a causa delle difficoltà economiche. Lo rivela un'indagine a campione dell'istituto di ricerca mUp Research.

Le vacanze estive degli italiani

Secondo questa analisi, circa il 64% di coloro che non partirà (circa 5,3 milioni di italiani) resterà a casa proprio per le precarie condizioni economiche. Quelli che non possono permettersi le vacanze estive sono soprattutto i nuclei familiari di 3 o 4 componenti, ma anche i giovani in età compresa tra 25 e 34 anni.

Tra quelli che invece potranno partire per una meta estiva - circa 35,5 milioni - il 73% ha deciso di rimanere in Italia. Soltanto il 18% ha deciso già che varcherà i confini nazionali. Il resto non ha ancora programmato se rimarrà in Italia oppure andrà fuori dal paese. A livelo di spesa, in media verranno spesi circa 1580 euro. Tuttavia il quadro è molto spaccato, visto che la metà non arriverà a superare i mille euro, mentre l'altra metà oltrepasserà i 2000 euro.

Un'altra indagine legata al turismo evidenzia invece una forte crescita delle entrate turistiche, specie grazie ai visitatori provenienti dal Medio Oriente e dal Far East. Grazie all'anlisi delle valute che hanno visto aumentare di più gli scambi (effettuati dai cambiavalute in Italia), si è evidenziato un forte aumetno di transazioni per Dinaro kuwaitiano (+55%), Shekel israeliano (+30%), Yen (+16%), Rublo (+14%) e Lira turca (+13,6%). Il sadlo negativo spetta invece alla sterlina.A causa della Brexit la valuta di Sua Maestà che si è molto svalutata vede crollare le transazioni del 13,5%.
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2018-07-03T12:23:00.001+02:00

Dollaro Nzd-Usd in ascesa. Il kiwi approfitta della debolezza del biglietto verde

Dopo qualche tempo di sofferenza, il dollaro neozelandese sembra avere imboccato la via del rialzo contro quello americano. L'impronta della coppia dollaro NZD-USD sembra infatti abbastanza rialzista, come confermato dagli scambi di oggi. Una spinta che è maturata grazie ai rapporti economici di questa settimana, ma soprattutto a causa della debolezza del biglietto verde, innescata dai report economici peggiori delle attese.

I driver della coppia dollaro Nzd-Usd

dollaro nzd-usdDopo essere stata dominata dall'USD - da quando il prezzo ha rotto al ribasso l'area 0,7250 - la NZD sembra potersi rialzare (per un esame suggeriamo di osservare il grafico sulle trading online piattaforme migliori). Come detto hanno inciso i buoni dati macro usciti in settimana. Il rapporto sulla bilancia commerciale neozelandese ha registrato un aumento di 294 milioni rispetto alla precedente lettura di 193 milioni. La fiducia delle imprese è aumentata e il rapporto ufficiale sul tasso di liquidità ha riportato un dato invariato all'1,75%. Il rapporto del Consenso costruttivo ha evidenziato con un aumento al 7,1% rispetto al precedente valore negativo di -3,6%.

Dal lato del dollaro, dopo una diminuzione del PIL finale dal 2,2% al 2,0% il biglietto verde ha perso terreno contro le altre valute principali. Si attendono nel corso della giornata ulteriori report che comunque non sembra possano invertire il destino di una settimana difficile per la valuta americana. A pesare di più in questa fase sono comunque le novità riguardo la guerra commerciale USA-Cina.

Per chi è alla ricerca della migliore strategia forex intraday trading, diamo ora uno sguardo dal punto di vista tecnico. Il prezzo è attualmente impostato al rialzo, e dovrebbe spingere verso l'area di resistenza tra 0,68 e 0,69. Se dovesse avvenire il superamento di quota 0,69 con una chiusura giornaliera, si avrebbe una ulteriore pressione rialzista (forse fin verso 0,7150). Avendo una forte divergenza rialzista a sostegno del momentum rialzista, il prezzo dovrebbe spingere al rialzo in quanto rimane sopra lo 0,67 con una chiusura giornaliera.
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2018-06-29T10:40:00.001+02:00

Economia: in Italia cresce la fiducia di consumatori e imprese

Arrivano buone notizie per l'economia italiana. Secondo i dati diffusi dall'istituto di statistica, sono cresciute sia la fiducia dei consumatori (dopo il peggioramento registrato nel mese precedente) che delle imprese. In base al report infatti a giugno c'è stato un aumento del primo indice dai 113,9 precedenti agli attuali 116,2. Mentre per l'indice composito del clima di fiducia delle imprese si stima una crescita da 104,6 a 105,4.

Economia: ecco i dati sulla fiducia

Il miglioramento è frutto soprattutto delle aspettative migliori riguardo la propria situazione economica familiare, unite ad una prospettiva più rosea circa la situazione economica del Paese. Queste due componenti bilanciano il fattore invece peggiorativo, che riguarda la visione generale sulla situazione dell'economia italiana. Dopo la caduta registrata a maggio, la fiducia dei consumatori recupera quasi integralmente terreno. Sono andate in aumento la componente economica e quella futura (rispettivamente da 133,4 a 142,9 e da 116,7 a 122,4). Restano invece negative sia Il clima personale che quello corrente (da 107,7 a 107,1 e da 112,4 a 111,8). Si tratta del terzo mese consecutivo con intonazione lievemente negativa.

Anche riguardo alle imprese si registra un miglioramento della fiducia. Tuttavia se a livello complessivo il dato è buono, a livello settoriale arrivano segnali eterogenei. Nel settore manifatturiero la fiducia è diminuita, passando da 107,6 a 106,9 (peggiorano i giudizi sugli ordini e le attese sulla produzione che sono in calo da cinque mesi consecutivi). Male anche il settore delle costruzioni (si passa da 134,1 a 132,9, a causa soprattutto dei giudizi sugli ordini).
Migliora invece il clima nei servizi (da 106,0 a 107,8), dove c'è un diffuso ottimismo sia dei giudizi sia delle attese sugli ordini. Migliora la fiducia anche nel commercio al dettaglio (da 100,1 a 103,9), soprattutto per la grande distribuzione.
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2018-06-27T10:58:00.000+02:00

Euro-dollaro, all'orizzonte c'è una settimana in range

L'euro è riuscito a chiudere la scorsa settimana con un rimbalzo positivo (dal supporto fissato a 1.1550), dopo giorni dominati da questioni politiche più che macroeconomiche. Questa settimana potrebbe essere importante perché l'euro-dollaro continui a muoversi in range, al più spingendosi un poco verso quota 1.17. Anche se comunque va evidenziato che la tendenza al ribasso è ancora presente sul mercato.

I driver dell'euro-dollaro

L'aspetto più attenzionato dai mercati è l'escalation delle tariffe commerciali, che potrebbe scatenare delle reazioni considerevoli sull'euro-dollaro. Tuttavia finora la decisione della UE di rispondere alle bizze di Trump è stata relativamente contenuta. Si sente però ancora l'eco della caduta avuto qualche tempo fa, dopo che la BCE ha annunciato il piano per fine del QE, rinviando il rialzo dei tassi almeno fino a luglio 2019. Con l'inflazione attesa alla fine della settimana, gli analisti di ING ritengono che ci siano possibilità rialziste per la coppia EUR / USD. Questo nel caso in cui si raggiungesse l'obiettivo del 2% o giù di lì. Prima di allora è possibile che la coppia rimanga in range. Lo scenario potrebbe essere favorevole a chi adotta una strategia breakout pullback trading forex nell'intraday.

Proprio come accaduto la scorsa settimana, anche in questa saranno assenti dei dati molto importanti per l'economia statunitense. Questo potrebbe mettere un freno alla volatilità della coppia euro-dollaro. Ciò a maggior ragione rafforzerà l'impatto di eventuali novità sul fronte delle guerre commerciali, che potrebbero dominare la scena. Gli Stati Uniti stanno ora minacciando il 20% di tariffe per le auto importate dall'UE.

Consiglio: se cercate un conto zero spread forex broker, siate sicuri di aver accumulato una discreta esperienza sui mercati. Si tratta infatti di conti che non sono alla portata di tutti

Chiudiamo con una breve occhiata tecnica. Il prezzo sta attualmente rifiutando il livello dinamico di 20 EMA al di sotto dell'area di resistenza di 1.1700-50. Poiché il prezzo rimane al di sotto dell'area 1.1700-50 con una chiusura giornaliera senza che si evidenzia un momentum rialzista impulsivo, il prezzo potrebbe spingere leggermente di nuovo verso il basso.
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2018-06-25T10:26:00.003+02:00

Banche USA ok, la prova degli stress test è superata

La prova degli stress test è stata superata alla grande dalle banche americane. Secondo la FED gli istituto statunitensi sono abbastanza robuste da poter fronteggiare, qualora accadessero, delle crisi finanziarie. Ad essere finite sotto la lente dell'istituto centrale sono state 35 holding, che rappresentano l'80% dell'intero settore negli USA. Avrebbero dovuto essere 38 banche, ma la FED ha anticipato l'esecuzione della riforma che alza la soglia di capitale per l'esame ad almeno 100 miliardi.

Prova superata dalle banche

Dalla prova di solidità è emerso che tutti gli istituti sono fortemente capitalizzati, al punto da renderli sicuri di fronte ad eventi avversi. Tuttavia è chiaro che ci sono casi e casi. Ad esempio, due degli istituti più famosi al mondo come Goldman Sachs e Morgan Stanley, hanno superato la prova per un soffio.

Va anche aggiunto che quelli fatti ieri sono solo la prima parte degli stress test, che andranno completati settimana prossima con una seconda fase. Questa sarà mirata a valutare con maggiore accuratezza le condizioni qualitative dei singoli istituti, e in definitiva a rendere possibili o meno i dividendi e buyback attesi dagli investitori. Lo scorso anno, quando vennero superati anche i test della seconda fase, venne dato il via libera al pagamento sotto forma di cedole e riacquisti di titoli vicini al 100% degli utili. Quest'anno si prevede che le banche nei payouts potrebbero superare anche il 100%, tenuto conto che è stato un anno da utili record. Il "ringraziamento" va fatto alla riforma delle tasse, che abbassando le aliquote ha consentito da sola ben 7 miliardi ai profitti aggiuntivi.

La FED ha messo sotto la lente anche delle banche non americane. Infatti i test sono stati condotti anche su gruppi stranieri con forti attività Usa: Deutsche Bank, Ubs, Rbc, Credit Suisse, Bnp Paribas e Barclays. Anche in questo caso l'esame è stato passato da tutte quante. Il migliore è risultato essere Credit Suisse.
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2018-06-22T09:00:00.002+02:00