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Lavoro, è allarme stress: 9 su 10 dicono di essere vicini al "burnout"

Il lavoro rende liberi e felici, ma è pure una bella fonte di stress. A metterlo in evidenza è una ricerca pubblicata su Reuters Health, secondo la quale il 90% dei lavoratori si sente stressato per un terzo delle ore che passa al lavoro, e che per questo perde anche un bel po' di sonno.

Il burnout da lavoro

Si parla di sindrome da burnout, che in senso letterale significa “bruciato, fuso, esaurito”.  Lo stress da lavoro o da disoccupazione, è diventato ufficialmente una malattia pochi mesi fa, per decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), dopo aver vagliato decenni di studi.

Il ruolo della meditazione

Che le pressioni derivanti dalla routine quotidiana siano elevate è noto, mentre meno noti sono i rimedi per combattere quest'ansia da lavoro. Secondo una ricerca pubblicata dalla CABA sul portale britannico The Sun, un rimedio prezioso è la meditazione. Basterebbe infatti circa mezz'ora di meditazione al giorno per ridurre i livelli di stress e aumentare il tasso di concentrazione. Anche la American Heart Association consiglia un po' di sana meditazione, perché ridurrebbe i processi biologici che portano al decesso cardiovascolare.

I benefici per l'azienda

Oltre a fare bene al corpo e allo spirito, la meditazione farebbe bene anche alla produttività aziendale, a prescindere dalle dimensioni o dal settore dell'azienda. Infatti l'esposizione allo stress a lungo termine può causare infatti gravi danni alla salute mentale dei dipendenti, costretti ad assentarsi dal posto di lavoro, con ricadute sulla produttività. Del resto, ci sono tanti esempi di successo nel mondo del lavoro in parte legati proprio alla meditazione. Alcuni dei più grandi imprenditori della storia (il ceo di Linkedin, il fondatore della Ford, Steve Jobs, ecc) durante la loro scalata al successo hanno fatto ricorso alla meditazione, perché la calma indotta dalla meditazioni rende lucida la mente e porta equilibro nelle emozioni. E quindi più performanti sul lavoro.
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2019-12-11T09:41:00.000+01:00

Borsa di Tokyo, la settimana è cominciata con un rialzo del Nikkei

Comincia con il segno positivo la settimana alla Borsa del Giappone. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,33%, a 23.430,70 punti, grazie ai solidi dati sull’occupazione Usa resi noti venerdì, anche se i guadagni sono stati frenati dai dati deludenti sull'economia cinese.

Driver della Borsa di Tokyo

Il Dipartimento del Lavoro americano ha evidenziato la crescita occupazionale maggiore degli ultimi 10 mesi, con il tasso di disoccupazione sceso ai minimi degli ultimi 50 anni circa. A novembre i nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli (Non Farm Payrolls), sono cresciuti di 266 mila unità da 156 mila unità precedenti (rivisto da 128 mila). Il dato è nettamente superiore alle attese degli analisti: 186 mila. La Borsa giapponese ha anche festeggiato i dati sul PIL, rivisto al rialzo, nel terzo trimestre.

Alla Borsa di Tokyo, dove l’indice di riferimento ha chiuso positivo per la terza seduta in fila, i comparti dei beni di consumo ed industriale hanno fatto la parte del leone. Il più ampio Topix ha guadagnato lo 0,51% a 1.722,07. I migliori titoli del listino principale sono stati la compagnia petrolifera IDEMITSU KOSAN (+4,19%) e il produttore di apparecchiature di collaudo JGC HOLDINGS (+3,31%). I peggiori invece sono stati il produttore di apparecchiature per il collaudo di semiconduttori ADVANTEST (-2,95%) e il gruppo di componenti elettroniche TAIYO YUDEN (-2,57%).

Appunto tecnico: tra gli indicatori poco usati ma molto utili, c'è l'accumulation distribution trading, che può riservare segnali interessanti.

I timori legati alla trade war

Tuttavia i guadagni sono stati limitati da timori sull’economia cinese. Gli investitori sui Broker stp o ecn rimangono infatti cauti dopo che l’export cinese ha registrato una flessione per il quarto mese consecutivo, zavorrato dai dazi già esistenti (le importazioni sono invece salite per la prima volta da aprile). Si guarda inoltre con molta attenzione al termine ultimo per l’entrata in vigore di dazi statunitensi su beni del Paese, il prossimo 15 dicembre. L'unica possibilità per scongiurarli è un compromesso tra Washington e Pechino.
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2019-12-09T10:29:00.001+01:00

Lavoro, la questione esuberi allontana ancora Arcelor Mittal dall'Italia

A distanza di un mese, il tema del lavoro continua a rendere lontane le posizioni di Arcelor Mittal e del governo sul caso ILVA. Se lo scorso novembre Lakshmi Mittal chiese il taglio di 5mila dipendenti, adesso la cifra è scesa appena a 4700. Peraltro di questi quasi la metà sarebbero immediati.

La battaglia sul lavoro in ILVA

La durissima richiesta sulle unità di lavoro da eliminare è stata posta come condizione per rimanere in Italia, e messa nero su bianco nel nuovo piano industriale illustrato al Mise dall’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia (Lucia Morselli). E come era prevedibile, la tensione è aumentata. Il ministro Stefano Patuanelli non ha nascosto il suo disappunto ("l’azienda non ha fatto i passi avanti attesi").

In altre circostanze la discussione si sarebbe forse fermata, ma vista la situazione esplosiva, il governo vuole continuare a battere la strada del dialogo e continuare la trattativa. "Faremo le nostre proposte, siamo cocciuti e cerchiamo di stare al tavolo e di arrivare all’obiettivo finale", dice il ministro. Ma ammette anche che "se la posizione è questa ed è rigida, non credo che ci saranno le condizioni per trattare".

Sindacati: "proposta irricevibile"

I sindacati presenti invece sono stati molto più drastici, parlando di proposta irricevibile. Portare le unità di lavoro da 10.789 dipendenti a 6.098 entro il nel 2023 non è una cosa neppure da prendere in considerazione, tenuto anche conto che con i mancati rientri al lavoro e i lavoratori in amministrazione straordinaria si arriverebbe a una quota compresa tra 6.300 e 6.700 esuberi. Per questo motivo i sindacati hanno proclamato uno sciopero per il 10 dicembre. Il loro punto di vista è che più di essere un piano industriale, quello proposto da Arcelor Mittal è una progressiva chiusura dell’Ilva.

Inoltre i sindacati battono su un punto chiave: nell'accordo firmato nel 2018, erano previsti 8 milioni di tonnellate di produzione, mentre ArcelorMittal programma di spegnere l’Afo2 ed accendere un forno elettrico ad arco, con un incremento della produzione da 4,5 milioni di tonnellate attuali fino a 6 milioni dal 2021. Quindi 2 tonnellate in meno rispetto al piano originario.
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2019-12-05T09:28:00.001+01:00

Sterlina, spunto molto positivo dopo l'ultimo sondaggio sulle elezioni

E' stata una giornata molto positiva per la sterlina, trascinata al rialzo dalle ultime novità sul fronte Brexit. Il pound si è così portato in prossimità dei massimi di maggio contro il dollaro americano.

I sondaggi e la Brexit

Secondo l'ultimo sondaggio, i Tories avrebbero 12 punti di vantaggio sui laburisti, e questo non può che rendere più solida la posizione del premier Boris Johnson. Con un vantaggio così in Parlamento, far approvare l'accordo che ha stipulato con Bruxelles per chiudere la partita Brexit dovrebbe essere molto più agevole. Questa notizia ha dato sollievo ai mercati, visto che di recente si era nuovamente diffuso un certo timore di un Parlamento in bilico.

Sterlina in corsa

Gli investitori hanno così spinto la sterlina verso i massimi di 6 settimane contro il dollaro, e in prossimità di quelli toccati a maggio scorso. La coppia GBP-USD è infatti salita a 1,3010 e sta testando una resistenza sul quale è già rimbalzata di recente, peraltro si sta formando un testa e spalle rialzista rovesciato. Dallo scorso 3 settembre, la valuta britannica ha guadagnato oltre il 6%.

A rendere più sostenuta la marcia della sterlina ci ha pensato la contemporanea pesantezza del dollaro, frenato dalle nuove dichiarazioni di Trump riguardo alla trade war. L'inquilino della Casa Bianca infatti ha detto di non avere alcuna fretta di chiudere l'accordo commerciale con la Cina, ed anzi che potrebbe aspettare anche fino a dopo l'appuntamento elettorale del prossimo anno.

Consiglio: tra i diversi pattern che bisognerebbe studiare c'è anche il Pattern 123 (uncino) Ross guida a questo indirizzo.

Quadro macro

Domani sul fronte macroeconomico è atteso il rilascio del PMI dei servizi Markit nel Regno Unito, che dovrebbe rimanere nel territorio di contrazione. Tuttavia, al momento non c'è altro driver al di fuori di quello politico, vista l'importanza attuale e prospettica delle ormai imminenti elezioni.
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2019-12-03T22:41:00.000+01:00

Occupati in crescita a ottobre. Istat evideniza 46mia unità in più rispetto a settembre

Cresce il numero di occupati a ottobre, tornando al livello massimo registrato 4 mesi fa, a giugno. A evidenziarlo sono gli ultimi report di Istat, diffondendo i dati provvisori su “Occupati e disoccupati”.

I dati sugli occupati in Italia

Dopo la crescita dell’occupazione registrata nel primo semestre, l'andamento dell'occupazione era stato altalenante, ma questa volta la crescita dei lavoratori indipendenti ha spinto al rialzo il livello del numero di lavoratori. Inoltre c'è stato anche un contestuale calo della disoccupazione e un aumento degli inattivi. Complessivamente, nel mese di ottobre la stima degli occupati risulta in crescita dello 0,2%, pari a 46mila unità. Inoltre il numero di gli occupati risulta in crescita di 217 mila unità su base annua (+0,9%). Il tasso di occupazione sale al 59,2% (+0,1 punti percentuali).

Secondo i dati diffusi da Istat, l'incremento dell’occupazione è dovuto alla crescita degli indipendenti (+38mila) e dei dipendenti a termine (+6mila) mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti. L’occupazione è in aumento per entrambe le componenti di genere, con una leggera crescita della componente femminile. Riguardo alle fasce di età, c'è un aumento tra gli over 35 (+49mila), mentre cala lievemente tra i 25-34enni ed è stabile tra gli under25.

Più contratti a termine

Nel trimestre agosto-ottobre aumentano i dipendenti a termine (+1,2%, +38mila) e sono sostanzialmente stabili i permanenti, mentre risultano in calo gli indipendenti (-0,7%, -40mila); si registrano segnali positivi per i 25-34enni e per gli over 50, negativi nelle altre classi. Il tasso di disoccupazione è sceso al 9,7%, con le persone in cerca di occupazione sono in diminuzione dell'1,7%, pari a -44 mila unità nell'ultimo mese. Nei dodici mesi, i disoccupati sono 269 mila in meno (-9,7%). La diminuzione riguarda tutte le fasce di età e in particolare la disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni che si riduce al 27,8%. Su base mensile il calo è di 0,7 punti percentuali, su base annua di 4,8 punti.
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2019-11-29T11:49:00.001+01:00

Investitori di nuovo con i fari accesi sull'indice Ftse Star

L'indice Ftse Italia Star, ovvero quello che è dedicato alle mid e small cap (capitalizzazione sotto il miliardo di euro), torna ad essere al centro dell'attenzione degli investitori. Il motivo è la sua performance recente.

Gli investitori e le performance dell'indice

investitoriNelle ultime settimane infatti, questo indice di Borsa è tornato a evidenziare una caratteristica molto apprezzata dagli investitori, e già vista negli ultimi anni, ovvero il fatto di performare meglio rispetto al più blasonato Ftse Mib. Negli ultimi 5 anni, infatti, il Ftse Star ha surclassato il Ftse Mib. Il primo ha realizzato una crescita del 115% (ma non adotteremmo mai una una strategia scalping su di esso), mentre il secondo si è fermato a +19,8%.

Questo - tra le altre cose - per via della minore dipendenza dalle banche, vere "ballerine" dei listini. Se fino a poche settimane fa il Ftse Italia Star aveva faticato a tenere il ritmo del Ftse Mib, probabilmente anche per le restrizioni introdotte agli investimenti sui PIR (Piani Individuali di Risparmio a lungo termine), di recente invece c'è stata l'accelerata.

La normativa sui PIR

L'ultimo slancio è arrivato proprio in relazione alle novità normative sui Piani Individuali di Risparmio a lungo termine. Per quelli costituiti dal 1 gennaio 2020, ci sarà l’obbligo di investire il 5% del 70% del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice Ftse Mib e Ftse Mid della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati. Un vero assist per il Ftse Italia Star e per gli investitori che lo apprezzano. Tant'è che l’indice salito di oltre il 3% nelle ultime 48 ore, in area 39.700 punti e in prossimità del massimo storico.

Peraltro ci sono alcuni titoli di questo paniere che hanno già avuto un bel botto. Da inizio anno ad esempio Eurotech e Digital Bros sono arrivate a registrare +200% Ytd. Sul primo inoltre l'indicatore Parabolic Sar trading system è ancora fortemente rialzista.

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2019-11-27T17:43:00.000+01:00

Lavoro e tecnologia, boom di richieste per gli sviluppatori di smartphone App

Nel vasto panorama del lavoro, una figura che comincia ad essere sempre più richiesta è lo sviluppatore. Parliamo di coloro che si occupano del confezionamento delle App per smartphone, ormai una necessità per tutti i tipi di aziende.

Il lavoro di sviluppatore sempre più richiesto

Le nuove tecnologie hanno portato alla crescita di una nuova filiera, definita "smartphone economy", che dal punto di vista occupazionale è assai vivace e si focalizza - come detto - sul ruolo degli sviluppatori. Per questo motivo non c'è da stupirsi se sono sempre più numerosi i corsi per formare candidati adeguati alle proposte di lavoro delle centinaia di aziende che vogliono sbarcare su Android e iOS. Del resto non esiste ancora un percorso formativo che sia idoneo a dare tutte le competenze tecniche di programmazione in linguaggio Java e produzione database SQL, analisi e design di modelli UML e appunto soluzioni per mobile.

Se è vero che lo sviluppatore di solito ha un background di competenze informatiche e tecniche, maturato durante gli studi universitari, non basta questo a farne uno sviluppatore mobile. Per questo è sempre preferibile preferibile un’esperienza in agenzie specializzate o la frequenza di corsi ad hoc. Anche perché il mercato delle App per molte imprese è una miniera d'oro.

Creazione e costo di una App

La smartphone economy si è estesa a diversi settori industriali, e non è più confinata ai "telefonini". Orologi, navigatori, fotocamere, registratori, torce e apparecchi musicali, sono tutti sempre più interconnessi, e richiedono pertanto un approccio nuovo e diverso.

Il percorso di creazione di un APP è un lavoro articolato in 4 fasi. Si comincia dalla raccolta delle esigenze del cliente e studio fattibilità; si prosegue con la creazione di mockups (bozze grafiche di ciascuna schermata prevista nell’app); si va avanti con la gestione contenuti e lo sviluppo; si confeziona una demo per procedere al test/debugging; infine si pubblica l'applicazione sullo store. Il costo di una singola app puà partire da un minimo di 500 euro fino ad arrivare a diverse decine di migliaia di euro toccando i massimi con le realizzazioni di giochi.
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2019-11-25T10:15:00.001+01:00

Tasso di interesse, la FED sembra volersi prendere una pausa

Le indicazioni che i mercati si aspettavano dalla pubblicazione dei verbali della FED, riguardanti l'ultimo meeting di politica monetaria, hanno evidenziato la volontà dell'istituto americano di concedersi una pausa dal ritocco dei tassi di interesse.

Stop ai ritocchi del tasso di interesse

I verbali pubblicati sono quelli relativi al meeting dello scorso 30 ottobre, quando i membri del FOMC decisero di effettuare il terzo taglio del tasso di interesse del 2019, che fu portato a 1,50-1,75% (-25 punti base). Da quanto si apprende, la maggioranza dei membri del Federal Open Market Committee ha considerato il taglio dei tassi sufficiente per sostenere l'outlook di una crescita moderata, di un mercato del lavoro forte e di un'inflazione vicina al target della Commissione, fissato al 2%". In sostanza non si prevedono ulteriori ritocchi nel prossimo futuro, a meno che le condizioni economiche non cambino in modo "significativo".

Rischi ancora esistenti

La view complessiva sull'economia americana è divenuta più ottimistica, con rischi all'outlook diminuiti leggermente. Nonostante questo però, rimangono ancora "rischi significativi" per l'espansione economica globale, ed è proprio per questo motivo che il meeting si è concluso con la decisione di tagliare il tasso di interesse.
I mercati non hanno reagito granché alla pubblicazione dei verbali del Fomc, tant'è che l'indice del dollaro è rimasto sostanzialmente piatto sui valori della vigilia e i segnali forex migliori gratis non hanno evidenziato alcunché.

Annotazione: quando si vuole fare un investimento online, la cosa principale è scegliere la migliore piattaforma forex italiana in relazione alle proprie necessità.

Focus ancora sulla trade war con la Cina

Al momento l'interesse degli investitori si continua a concentrare sull'andamento della trade war. L'accordo commerciale tra USA e Cina è tornato ad essere in bilico, con Trump che continua a minacciare tariffe maggiori se non si raggiungerà l'intesa in tempi brevi. Dall'altra parte, la Cina si è molto irrigidita dopo che il Senato degli Stati Uniti ha votato all'unanimità a sostegno dei manifestanti di Hong Kong, accusando gli americani di interferire con le loro questioni interne.
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2019-11-21T10:32:00.000+01:00

Settore agricolo, il maltempo potrebbe causare 500 milioni di danni

L'allerta maltempo continua a persistere su molte regioni italiane, ed è cominciata la conta dei danni per il settore agricolo. Secondo Confagricoltura, se il maltempo dovesse ancora continuare i danni potrebbero superare i 500 milioni di euro, soltanto per il primario.

Danni al settore agricolo

La mappa dei danni causati dal maltempo al settore agricolo è drammatica, rendendo ancora una volta evidente la fragilità di un territorio che ha bisogno non soltanto di misure di emergenza, ma soprattutto di misure di prevenzione.

La situazione al Nord

Nel Nord la situazione è assai complessa. In Piemonte la prima neve caduta sulle piante ancora con fogliame verde, ha danneggiato gli alberi di nocciolo e castagno. Il maltempo ha reso complicato la raccolta di mais, soia, riso; danni derivano anche dalla mancate o ritardate semina dei cereali. In Trentino Alto Adige sia la neve che le piogge hanno reso molti terreni inaccessibili ai trattori, rendendo così impossibile la raccolta delle mele tardive. Problemi notevoli anche per le stalle. In provincia di Bolzano ci sono Masi isolati da mercoledì scorso, senza energia elettrica e impossibilitati ad effettuare la consegna del latte che viene irrimediabilmente perso. Danni al settore agricolo anche in Liguria, Toscana (in particolare in Maremma) ed Emilia Romagna.

La situazione al centro Sud

Ma il maltempo sta flagellando l'intero stivale, generando danni al settore agricolo anche al Sud. Nel Lazio bombe d’acqua, trombe d’aria e vento forte hanno compromesso le semine già effettuate. In Campania danni alle coltivazioni ortive in piano campo e la fienagione, in particolare nel Basso Volturno e il Casertano. In Puglia l’olivicoltura ha subito danni rilevanti per le raffiche di vento, con perdite di olive in raccolta e anche problemi per le nuove piante anti-Xylella. Anche in Basilicata è stato chiesto lo stato di calamità naturale per i gravissimi danni dovute alle esondazioni dei fiumi e dei torrenti che hanno devastato città e campagne.
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2019-11-19T10:46:00.000+01:00

Costo del denaro, la Banxico taglia ancora ma non si dà fretta

La scorsa notte, la banca centrale del Messico (Banxico) ha ancora una volta effettuato una correzione al costo del denaro. L'istituto infatti ha abbassato il tasso di interesse di riferimento al 7,50%. Si tratta del terzo ritocco espansivo effettuato nel corso del 2019.

La scelta della Banxico sul costo del denaro

La decisione di tagliare il costo del denaro è stata unanime, e tuttavia va precisato due dei 5 membri del Comitato avrebbero voluto un taglio ancora più sostanzioso, di 50 punti base.
La banca centrale della seconda economia dell'America Latina ha segnalato i rischi di crescita, e per questo probabilmente sarà ancora accomodante in futuro. Del resto la decisione del board guidato dal governatore Alejandro Díaz de León era prevista dai mercati. Infatti la Banxico si trova nelle condizioni tipiche per adottare un ciclo di espansione monetaria: inflazione in calo (il target ideale è sul 3%), crescita debole e valuta nazionale stabile. Ecco perché l'unico dubbio degli analisti non era tanto sulla realizzazione di tagli al costo del denaro, ma sulla velocità con cui saranno poste in essere.

La decisione della Banxico ha dato slancio al peso messicano, che dopo aver raggiunto i minimi mensili contro il dollaro USD, è rimbalzato leggermente verso quota 19.25 dando anche vita a una figura flag analisi tecnica.

Suggerimento: qualora vogliate fare investimenti sulle valute, dovrete anzitutto scegliere la piattaforma forex migliore italiana sicura, per evitare brutte sorprese.

Prossime mosse della Banxico

Il rendimento del peso messicano nelle prossime settimane potrebbe essere un fattore critico alla base della decisione della Banxico, se accelerare i tagli dei tassi o rimanere alla velocità attuale. Va invece notato un interessante cambiamento nell'ultimo paragrafo della dichiarazione della Banxico, che riduce l'importanza delle decisioni della FED rispetto alle decisioni sulla propria politica monetaria. Questo fa ritenere che anche se la banca centrale americana dovesse prendersi una lunga pausa del ciclo accomodante, la banca messicana invece continuerà per la propria strada.
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2019-11-15T15:57:00.000+01:00