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Feed Rss Il blog di Dario Cavedon

Il ritorno di Linspire, con una veloce recensione a cura dell'esperto


Un po' di storia

Qualche secolo informatico fa, nel 2001, una nuova distribuzione commerciale (dove per commerciale significa "a pagamento") apparve nell'arena Linux: Lindows. Dopo qualche bega legale e 20 milioni di dollari venne poi rinominata in Linspire. La distribuzione era una creatura del discusso imprenditore americano Michael Robertson, e aveva delle caratteristiche peculiari che la rendevano molto interessante: massima compatibilità con i principali programmi Windows (grazie all'uso di Wine), e facilità di installazione e aggiornamento grazie al software "Click and Run" (CNR). Voleva essere un ponte per traghettare gli utenti da Windows a Linux.

L'approccio estremamente pragmatico della distribuzione, che mescolava software libero con altro proprietario, attirò parecchie critiche, tanto che Richard Stallman arrivò a dire che "passare da Windows a Linspire non porta alla libertà ma a un padrone diverso".

Nonostante le critiche, la distribuzione ebbe un discreto successo, specie negli USA. Sull'onda del successo, Linspire finanziò altri progetti open source, e anche eventi molto importanti. Nel 2007 arrivò a stringere un accordo con Canonical per utilizzare CNR su Ubuntu (che mai si concretizzò) e un altro accordo con Microsoft per favorire l'interoperabilità con Windows.

Nonostante questo, Linspire si perse poi nelle spire del tempo, tra acquisizioni e cambi di management.

Il ritorno (eh?)

Qualche giorno fa ho letto della rinascita di Linspire (e della sua gemella Freespire). La forumula di vendita è pressoché uguale: Linspire costa 80 $ mentre Freespire è gratuita. La differenza di prezzo sta nel supporto telefonico per un anno, e nell'uso legale dei codec multimediali - sembra che in qualche parte del Mondo sia ancora un reato perseguito ascoltare MP3 senza possederne la licenza.

Lispire adesso è sviluppata da PC/OpenSystems LLC, una piccola azienda di Franklinton, North Carolina. La stessa azienda rilascia anche Black Lab Linux, una distribuzione - che non conoscevo - basata su Ubuntu.

Zombie (a)Live

Incuriosito da questa apparizione, ho deciso di provare sul campo Linspire 7.0. I 30 $ di prezzo minimo (senza supporto) mi hanno fatto desistere. Ho quindi ripiegato su Freespire 3.0 (gratuita), atteso pazientemente il download degli 1,5 GB, formattata una chiavetta USB e avviata la versione "live".


Il desktop di Freespire 3.0 si fa notare per la barra posizionata in basso, particolarmente grande, con una "f" sulla destra. Il tutto ricorda molto Windows 7, che è forse l'effetto voluto.


La scelta delle icone mi crea un certo disagio: sembrano create negli anni '90, senza un minimo di criterio e omogeneità.

Per questa prova "live" uso un portatile HP, su cui è installato Ubuntu 16.04 con hardware del tutto standard, ma il wi-fi non funziona. Brutto segnale, sintomo di carenza nei test pre-rilascio.

Facendo clic sulla "f" appare il menu principale, si tratta del menu Whisker, presente anche in Xubuntu. E qui cominciano i primi sospetti "Vuoi vedere che...".

Le applicazioni preinstallate sono:
  • browser Firefox Quantum
  • e-mail client Geary 
  • Abiword e Gnumeric per documenti e fogli di calcolo
  • Parole Media Player per i video
  • Pinta per disegno e fotoritocco
  • Audacious per la musica
e poco altro. A parte Firefox, la scelta delle applicazioni lascia molto perplessi, ce ne sono altre molto più complete di queste!

Una sorpresa divertente che conferma i sospetti quando faccio clic sul salvagente, icona di "Help".


"Signore e signori, ecco a voi Stanislao... ehr... Xubuntu, in uno dei suoi più riusciti travestimenti!"
Mi viene da ridere, o piangere. Tanto clamore e articoli per una Xubuntu camuffata, roba che un qualsiasi LUG può mettere insieme in un pomeriggio. Anche "About" di XFCE conferma il delitto.


Apro qualche programma a caso, giusto per vedere di cosa si tratta e noto delle incongruenze nel tema delle finestre tra i programmi, basati su librerie diverse.


Notate la differenza tra i pulsanti delle finestre in alto a destra del tool di Backup e Thunar?

La prova termina sostanzialmente qui, Xubuntu 16.04 la conosco, l'ho già installata su uno dei PC di casa, e funziona bene anche senza questi baffi posticci.

Considerazioni finali

Freespire differisce da Linspire per alcune applicazioni fondamentali: Abiword/Gnumeric (Linspire ha LibreOffice), Geary (Thunderbird), Firefox (Chrome), Audacious (Rhythmbox), Parole (VLC) che ne fanno una versione impoverita della sorella. Credo sia un modo per spingere le persone a comprare Linspire (you can't be serious!!), ma si tratta di una scelta discutibile per almeno un paio di motivi. Primo: tutti i programmi disponibili su Linspire sono gratuiti, e quindi appunto NON è una questione di prezzo. In più, gli sviluppatori devono sobbarcarsi la fatica di mantenere due distribuzioni diverse, ognuna con diversi tempi di sviluppo, e diversi bug da correggere.

Freespire non ha niente a che vedere con Linspire/Freespire delle origini. A tutti gli effetti è una Xubuntu 16.04 aggiornata (alcuni pacchetti sono più recenti) e personalizzata, ma neanche tanto bene: qualche scritta Xubuntu appare qua e là (vedi sopra), la grafica è a volte incoerente (vedi i menu delle finestre) e la scelta delle applicazioni preinstallate è avvilente.

Distrowatch - che è un sito molto più serio di questo blog - ha fatto una bella recensione (in inglese) di Freespire 3.0 e Linspire 7.0, che vi invito a leggere, se avete il gusto sadico di ravanare nel torbido.

Freespire è pensata per chi si avvicina a Linux, ma chi si avvicina a Linux ha già moltissime altre distribuzioni migliori tra cui scegliere, le prime tre che mi vengono in mente: Xubuntu, Linux Mint, ZorinOS.

Auguro la miglior fortuna agli sviluppatori di Linspire/Freespire: ne avranno bisogno.

L'immagine del post "Zombie Penguin" è di Olga Karvitska.
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2018-02-09T12:11:00.001+01:00

Chinotto omeopatico

 

Anni fa feci un post sul "Mistero del Chinotto", in cui disquisivo sulla composizione delle bevande che si pregiano di tale denominazione (o sue varianti tronche). Il dubbio riguardava la presunta presenza di vero chinotto nella bevanda definita "chinotto".

Ho scoperto che un'azienda è si è preocuppata di segnalarne la percentuale. Da tenere presente che una qualsiasi aranciata, per fregiarsi della denominazione "aranciata" deve avere almeno il 12% di succo di arancia.

Nel riconoscere il merito a questa eccezione, dove altre aziende più prestigiose che si pregiano di prestigiosi presidi, non posso che apprendere con estremo sconforto che si tratta di una dose esigua: 0,05%, pari a 1 cucchiano da tè per 10 litri.
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2018-02-05T17:23:00.001+01:00

Di corsa


Pochi sanno che da qualche mese ho iniziato a correre. All'inizio era per correr dietro a mia moglie, contagiata dal virus benefico del running. Poi ho preso l'impegno sul serio - come poche volte mi capita - vista anche l'impellente necessità di una vita più sana, dopo almeno vent'anni passati tra divano e scrivania del computer.

Per chi non corre è difficile capire le motivazioni dei runner. Direi una difficoltà simile la incontra chi usa Windows (=divano) e non ha mai usato Linux (=corsa). Sdraiati sul divano, è difficile capire cosa spinge una persona apparentemente normale, ad alzarsi il mattino presto (o la sera tardi) per andare fuori a correre, quando è troppo freddo, oppure troppo caldo, oppure potrebbe piovere da un momento all'altro come hanno detto in TV. Del resto chi è seduto sul suo Sistema Operativo Unico fa fatica a capire cosa spinge una persona apparentemente normale ad utilizzare un sistema totalmente diverso, che tocca imparare tutto un'altra volta e che (a volte) bisogna smanettare per farlo funzionare bene.

Beh, un Motivo per correre (e per usare Linux) non c'è. Uno solo non c'è, ce ne sono qualche migliaio. Se finora vi ho annoiato spiegando perché è cosa buona e giusta usare Linux (...e continuerò a farlo!), da oggi vi annoierò anche per spiegarvi perché è cosa buona e giusta mettersi un paio di scarpe da ginnastica e uscire a correre.

Sono sicuro che capirete.
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2018-01-24T22:56:00.004+01:00

Linux Day 2017: "Riservatezza naturale"


Tempo di autunno (caldo), e tempo di Linux Day! Arriva il 28 ottobre, in parecchie città italiane l'appuntamento per eccellenza delle comunità FLOSS, quest'anno dedicato alla privacy e alla sicurezza online.

Il Linux Day è una manifestazione nazionale organizzata da Italian Linux Society, che si svolge contemporaneamente in molte città italiane, durante la quale LUG (Linux User Group) e associazione locali presentano le novità e i vantaggi dell’uso di Linux e del Software Libero a casa, nella scuola e nel lavoro.

Il tema del Linux Day di quest’anno è “riservatezza naturale”, ovvero la “privacy personale” che negli ultimi anni è stata rivoluzionata dall’avvento di Internet e di strumenti elettronici che permettono di condividere ogni aspetto della propria esistenza, e che hanno anche confinato la vita privata in ambiti sempre più ristretti.


Il comune cittadino che naviga su Internet, o che utilizza uno smartphone, si deve sempre più destreggiare tra virus come i ramsonware, Stati impiccioni e Giganti del Web che li fiancheggiano. E' però possibile sfuggire a questa morsa e vivere una sana vita digitale, senza doversi rifugiare su un'isola deserta. Essere consapevoli delle potenzialità e dei pericoli connessi all’utilizzo di app e smartphone è fondamentale per poter bilanciare la propria vita reale con quella online.

Anche a Schio


Con AVi LUG, il Linux Day arriva a Schio, con un programma ricco e accessibile a tutti. Saranno allestite due aree tematica. In “Area Talk”, presso l’Aula Studio del Comune, si svolgeranno una serie di talk dedicati a Linux, alla programmazione e alla cultura libera e condivisa. In “Area Demo”, presso l’Aula Informatica, ci sarà uno spazio dedicato a giochi per bambini, e uno spazio per l’assistenza e le dimostrazioni di Linux.

I talk del “Linux Day a Schio” dell’Area Talk avranno come tema: 
  • I certificati dei siti web, come funzionano e perché sono indispensabili
  • La navigazione sicura con Firefox, come evitare le trappole del Web
  • Le tante facce di Linux, quale è la migliore interfaccia utente per me?
  • La Privacy sulla Rete, mito o realtà?
  • Pensiero computAzionale e Python, una proposta per il Coderdojo
In “Area Demo” saranno organizzati giochi di carte e costruiti “Scrabot”, i simpatici robottini pittori (iniziativa per bambine e bambini dai 5 ai 10 anni).

Sempre in “Area Demo”, nella zona dedicata all’assistenza, sarà organizzato un “Install Party”: i soci AVi LUG aiuteranno chi vuole installare Linux sul proprio PC. Inoltre, saranno organizzate dimostrazioni, presentate soluzioni ai problemi più diffusi nella configurazione di Linux.

L’appuntamento è per sabato 28 ottobre 2017  a Palazzo Fogazzaro presso l’Aula Studio e l’Aula Informatica del Comune di Schio, in via Pasini 42 a Schio, dalle 15.30 alle 18.30.
L’ingresso è libero e gratuito.

La foto "Malware infection" è di Blogtrepreneur su Flickr.


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2017-10-26T14:39:00.000+02:00

Il nuovo smartphone Linux "Librem 5" si farà




La campagna di crowdfunding lanciata da Purism per il suo progetto di smartphone libero e rispettoso della privacy "Librem 5" ha ampiamente superato i 2 milioni di dollari, ben oltre il minimo necessario al suo finanziamento, fissato a 1,5 milioni. Per tenere a freno l'eccesso di entusiasmo dei Linux Boys, sottolineo che i volumi sono davvero modesti, per non dire irrisori, poco più di 3.000 pezzi preordinati. Librem 5 comunque concretizza la possibilità di un'alternativa ai sistemi proprietari dominanti, nonostante le incognite che comunque ne offuscano un luminoso orizzonte.



Un applauso va fatto ai ragazzi di Purism, per il coraggio e per il lavoro fatto finora!






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2017-10-24T13:55:00.000+02:00

Ubuntu 17.10: la svolta del desktop (video)


La settimana scorsa ho avuto l'onore di essere ospitato dagli amici del LUG VI, per una serata sul tema "La svolta del desktop di Ubuntu, la distribuzione Linux più popolare".
Come sapete recentemente Ubuntu - per bocca del suo fondatore Mark Shuttleworth - ha scelto di abbandonare lo sviluppo di Unity, il proprio ambiente desktop, a favore di GNOME Shell, l’interfaccia predefinita di GNOME. Il nuovo volto di Ubuntu sarà visibile fin da Ubuntu 17.10 “Artful Aardvark” che sarà rilasciata tra qualche giorno, il 19 ottobre 2017. Questo cambiamento porterà, e in alcuni casi ha già portato, grossi cambiamenti, sia sul proprio PC che nel mondo Ubuntu in genere.

Con gli amici di LUG VI ho parlato di desktop e interfacce utente, divagando allegramente su Ubuntu Phone, pacchetti SNAP, derivate, e tanti altri argomenti connessi. Grazie al lavoro di +Stefano Spagnolo, il video del mio (lungo) talk è già disponibile su Youtube.

PS: ripeterò lo stesso talk domani sera martedì 17 ottobre a Schio, se siete in zona passate a trovarmi!


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2017-10-16T18:41:00.000+02:00

Librem 5 è già un successo, anche se...


Ammetto di essere strabiliato del consenso generale ricevuto da Librem 5, il progetto di uno smartphone basato su Linux, lanciato della statunitense Purism e di cui è in corso una campagna di crowdfunding per il finanziamento.

Librem 5 è un progetto finalizzato a realizzare uno smartphone che utilizzi un sistema aperto, sicuro e rispettoso della privacy - qualità che nè Google-Android nè Apple-iOS potranno mai garantire ai propri utenti. A un mese dalla conclusione della campagna, il progetto ha superato un terzo dei 1,5 milioni di dollari necessari al suo finanziamento, e sembra davvero prematuro capire se mai Librem 5 vedrà la luce.

I motivi del mio stupore sono molteplici. Innanzitutto sia la comunità KDE che quella di GNOME hanno annunciato il loro supporto al progetto. Certo, un bene per il progetto, ma mi domando come Purism riuscirà a conciliare le diverse esigenze tecniche di KDE e GNOME. Librem 5 monterà PureOS, una distribuzione basata su Debian Testing, con ambiente desktop GNOME, ma sarà possibile installarci - a detta di Purism - molte altre distribuzioni Linux.

Altra perplessità riguarda l'effettiva capacità di GNOME nel proporre una propria piattaforma adatta alle esigenze mobile. Se KDE può vantare fin da ora Plasma Mobile, mi risulta che l'ultima iniziativa di GNOME in tema risalga a più di 10 anni fa (!), con l'annuncio di GNOME Mobile & Embedded Initiative, di cui si sono perse le tracce da tempo. Sempre che GNOME non progetti di utilizzare GNOME Shell (l'interfaccia desktop) come unica piattaforma convergente.

Sono ancora più perplesso poi per le app che ci gireranno. Anche attingendo alla generosa dotazione di applicazioni presenti per Debian, e Linux in genere, molte di queste dovranno essere adattate per un uso in mobilità. Questo è un po' lo stesso problema che ha affrontato Ubuntu Phone, e uno dei motivi del suo fallimento.

L'ultimo dubbio riguarda il posizionamento sul mercato del telefono. Per la campagna di crowdfunding il prezzo è stato fissato in 599 dollari (compreso caricabatteria e spedizione in tutto il mondo), un prezzo medio-alto, che difficilmente può (potrà) essere alla portata di tutti. Se Linux su desktop gira tranquillamente su PC e notebook con qualche anno sulle spalle, il cui prezzo è accessibile a moltissimi utilizzatori, Linux su smartphone rischia di nascere già elitario, un pessimo segnale anche dal punto di vista etico: la privacy se la può permettere solo chi ha soldi.

Nonostante queste incognite, sinceramente, auguro il meglio al progetto. Il mercato è praticamente saturo di proposte, con Android a maramaldeggiare, ma c'è bisogno di un sistema indipendente che si prenda cura della privacy dei propri utenti.


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2017-09-21T21:23:00.002+02:00

Feroci Feticisti da Fiera

Avvicinamento


Li vedo arrivare da lontano. Loro ostentano finta indifferenza, mentre si avvicinano con l’occhio già fisso sul materiale deposto sul banchetto. Io fingo di non vederli, mentre li tengo sotto tiro con la coda dell’occhio. Loro fanno finta di non accorgersi che io faccio finta di non vederli. Insomma, ci ignoriamo bellamente nella consapevolezza dell'altro. Chiaro, no?
L’avvicinamento può durare anche parecchi minuti, e i soggetti possono tentare alcune manovre evasive, mostrando improvviso interesse per lo schermo dello smartphone o per il colore del pavimento, oppure percorrendo tragitti più lunghi di quelli che il buon senso comanda, come avvoltoi che girano in cerchio sopra le prede.

Attacco


Quando finalmente atterrano, adottano comportamenti diversi.

Il grufolatore, neanche ti vede e grufola tra il materiale alla ricerca del pezzo perfetto per la propria collezione di oggettistica da fiera. Passa tutto il tempo senza mai rivolgermi uno sguardo, intento a verificare peso e consistenza di ogni singolo gadget.

L’amicone, arriva tutto sorridente – ma il sorriso è un po’ tirato – e ti fa mille domande perfettamente pertinenti all'argomento. Conosce già le risposte, ma tanto neanche le sente, le risposte, intento com'è ad osservare cosa potrebbe arraffare. Dopo quello che lui considera un tempo adeguato, chiede gentilmente se può prendere qualche gadget. E se può prendere qualche gadget per il figlio. E anche per Franco, un suo amico che è appassionatissimo-ma-la moglie-non-lo-lascia-venire.

Il patologico, affetto da una qualche forma di cleptomania. Questi predilige i banchetti vuoti, su cui si avventa portando via tutto quello che si può umanamente portare via, stipandolo nello zainetto che ha peso, dimensioni e contenuto simili a quello di Steve Wozniak. Se il banchetto è presidiato, attende pazientemente la pausa pranzo per assaltare il banchetto sguarnito. Oppure la pausa bagno – lui lo sa che prima o poi dovrai andarci in bagno. Colpisce veloce e preciso.

Libera, ma


A tutti, anche a chi non lo chiede, rispondo gentilmente che possono prendere quello che vogliono, MA devono lasciare una piccola offerta nella cassettina di cartone, sì, proprio quella con su scritto “Offerta libera”. In quel preciso istante appare sul banchetto una cassettina di cartone con su scritto “Offerta libera”, fino a quel momento nascosta in un anfratto spazio-temporale invisibile alla maggior parte dell’Umanità.

Dopo un momento di vero sgomento, gli occhi strabuzzati quasi gli avessi chiesto un rene, parte una disperata ricerca di monetine in tutti gli anfratti di pantaloni, giacche e camicie, allo scopo di trovare la moneta più piccola che possa bilanciare quello che già tengono in mano “il mio tessssooorrooo”.

Alla richiesta dell’offerta qualcuno ritrae la mano come se si fosse scottato, lasciando cadere il materiale sul banchetto. I più scaltri se ne escono con una banconota da 50 € chiedendo se ho da cambiare - e sì, ho da cambiare, e questo trucco lo conosco già. No, non è facoltativa l’offerta, che sennò in quella cassettina ci sarebbero 37 centesimi e un bottone, e sì il devoluto lo diamo in beneficenza.

Risoluzione


La fase più semplice, per loro e per me. Il grufolatore razzola senza soluzione di continuità verso il prossimo obiettivo. Gli altri, con il passo incerto di chi si chiede se sia valsa la pena di lasciare tutto quel capitale, perché se era gratis sì, sennò che se lo tengano.
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2017-05-19T21:44:00.000+02:00

WannaCry e la lezione inascoltata


Nei giorni scorsi un virus di tipo "ramsonware" chiamato WannaCry ha colpito più di 230.000 computer con Windows in 99 Paesi in tutto il mondo. L'attacco è particolarmente notevole in quanto avvenuto in maniera simultanea, e ha devastato centinaia di aziende come la compagnia telefonica spagnola Telefonica, il corriere internazionale Federal Express, le Ferrovie Tedesche, il Servizio Sanitario Britannico, l'Università Bicocca a Milano, giusto per citarne alcuni.

Mi auguro che questa vicenda serva a tutti come lezione per prendere seriamente il tema di sicurezza informatica, dato che il virus ha colpito versioni vecchie e non aggiornate di Windows (anche se la correzione era disponibile da mesi).

Ma se un sistema aggiornato - qualsiasi sistema - pone al riparo da molti rischi, sono molto meno ottimista sull'effetto della lezione sui rischi impliciti nell'utilizzo di sistemi proprietari: nessuno è in grado di stabilire quali software fanno cosa e in che modo. Si può venire a scoprire - per caso - che il driver audio dei PC HP registra i tasti premuti dall'utente, in sostanza un virus di tipo "keylogger". 

Quest'ultima di sicuro resterà una lezione inascoltata.

(l'immagine è tratta da Wikipedia)

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2017-05-13T22:32:00.000+02:00

Torna DUCC-IT: il meglio del Software Libero a Vicenza


Tra una settimana giusta giusta si terra DUCC-IT 2017, la Debian/Ubuntu Community Conference Italia, a Vicenza, ospitati dall'Amministrazione del Comune di Vicenza a Villa Lattes (vedi foto qui sopra). È la prima volta che il DUCC-IT si tiene in Veneto, e sono abbastanza orgoglioso di far parte del piccolo gruppo che sta organizzando la manifestazione. 

Dopo Perugia, Fermo, Cesena e Milano (e un anno di pausa), le comunità di Debian e Ubuntu tornano a incontrarsi, e invitano anche tutti gli appassionati di GNU/Linux e del Software Libero.
Il tema di quest'anno è “Open communities for a better world” (comunità aperte per un mondo migliore), a sottolineare il generoso contributo che le comunità hanno donato allo sviluppo e al supporto di GNU/Linux e del Software Libero in tutto il mondo, diventando anche una concreta possibilità occupazionale.

Il programma


Il programma di quest'anno è ricco di spunti, rappresentato dal meglio delle Comunità Debian e Ubuntu, ma anche delle comunità Mozilla Italia, LibreItalia, Wikimedia e OpenStreetMap, con ben sedici talk tenuti da quindici relatori provenienti da tutta Italia (e Germania! ;-) )
I talk in programma tratteranno tre filoni principali: utilizzo degli strumenti liberi, esperienze di software libero sul campo e come contribuire a progetti liberi. Il pubblico potrà interagire con i relatori, grazie a uno spazio apposito destinato all’approfondimento.
Tra i numerosi ospiti dell’evento: Marina Latini (Presidente) e Florian Effemberger (Executive Director) di The Document Foundation che sovrintende lo sviluppo della suite per ufficio LibreOffice, Roberto Guido Presidente di Italian Linux Society che organizza il Linux Day, Marco Chemello “wikipediano in residenza” di BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), Paolo Dongilli, coordinatore del Progetto FUSS della Provincia di Bolzano, per l’adozione di Software Libero nella scuola pubblica.
Uno spazio sarà dedicato all’adozione di Zorin OS da parte del Comune di Vicenza, il sistema operativo basato su GNU/Linux che ha portato alla ribalta il comune Veneto tra i pionieri dell’innovazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione.


Il sottoscritto...


... parteciperà con un paio di talk: la presentazione della Comunità ubuntu-it, per chi fosse interessato a contribuire alla migliore distribuzione Linux del Mondo :-) Anche se Ubuntu ha bisogno di ben poche presentazioni, negli ultimi anni s'è andato affievolendo l'interesse attorno a Linux, e resta ancora molto da fare per promuovere in maniera adeguata il Software Libero tra le persone comuni. Di per contro, mai come adesso è necessario utilizzare strumenti digitali che garantiscano privacy e sicurezza e diritti di chi li usa. Cose che solo il Software Libero può garantire.
Nel mio secondo talk, parlerò dell'esperienza di Coderdojo fatta con AVi LUG. Iniziato nel 2015, grazie alla generosa partecipazione di mentor in gamba come Nicola Gramola, abbiamo fatto una ventina di incontri, e un corso di ben sei lezioni su Scratch, che abbiamo chiamato SupercoderDojo, costruendo una palestra per crescere giovani cittadini digitali. Ne siamo particolarmente orgogliosi, e con la mia testimonianza spero di contribuire alla nascita di altre esperienze analoghe in Italia.


Altre info per chi arriva


Per chi arriva da fuori Vicenza, sul sito web dell’evento sono disponibili le informazioni su come arrivare in auto o con i mezzi pubblici. Per chi soggiorna a Vicenza, è stata stipulata una convenzione con l’Hotel Verdi. L’accesso all’evento è libero e gratuito. 

Vi aspettiamo! :-)
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2017-04-29T16:57:00.000+02:00