Ultime Zoomate di xrw@ - Tutte 4

xrw@ ha ricevuto 3364 click!

Feed Rss Defanet

Come realizzare Home Theatre per avere effetto cinema a casa

Home Theatre

Realizzare un Home Theatre per avere l'effetto cinema anche a casa non è difficile se si riesce ad assemblare la giusta configurazione dei vari elementi.

 

Per chi è appassionato di film non c'è cosa migliore che vedere il proprio film preferito al cinema, dove è possibile immergersi nella trama grazie agli effetti riprodotti in sala. In aiuto ai cinefili viene incontro anche la tecnologia nel campo audio/video, che ha fatto passi da giganti e che permette di realizzare un Home Theatre che riproduce quasi fedelmente l' effetto cinema. Realizzare un Home Theatre non è cosi difficile e non necessariamente richiede l' intervento di un esperto. La prima regola da seguire è che l' impianto deve essere proporzionato alla stanza che lo deve ospitare, è inutile installare un impianto da 10.000 Watt in una stanza di 1 metro quadrato. Per iniziare bene a realizzare il proprio Home Theatre, una volta stabilite le misure della stanza ed aver scelto l' angolo che riteniamo più giusto per posizionare la TV il passo successivo è quello di scegliere un televisore adatto. Secondo il mio parere la scelta della TV è soggettivo. Al di là delle caratteristiche tecniche la scelta deve essere fatta a secondo dei propri gusti e quindi sarebbe ottimo recarsi in qualche centro e vedere di persona le TV, di recente ho potuto notare alcuni modelli, molto interessanti, di TV Full HD Panasonic, tra cui è possibile scegliere quello con le misure e caratteristiche tecniche che più si adattano alla nostra idea di Home Theatre.

Una volta scelto la TV e deciso dove va posizionato, tocca ora posizionare il divano, davanti al televisore ad una distanza bene adeguata. Nei libretti di istruzione trovate indicate le distanze minime per un ottima visione, che normalmente non deve essere al di sotto di 1 metro e mezzo.

Posizionata la TV e il divano, possiamo dire che la sezione video è stata completata ora non resta che dedicarci alla sezione audio e alla sua installazione. Come per la TV il consiglio migliore per scegliere il sistema di altoparlanti, al di la delle caratteristiche tecniche, è quello di seguire i propri gusti. Molti centri permettono di testare i i vari sistemi in modo da poter acquistare quelli che più riteniamo idonei per le nostre orecchie e per il nostro Home Theatre. Per farvi un idea qui potete trovare un elenco di sistemi di altoparlanti per Home Theatre.

Una volta scelto il sistema di altoparlanti non resta che installarlo. Non spaventatevi se non sapete da dove iniziare, sul libretto di istruzione è indicato come procedere per l' installazione e su come posizionare le casse. In linea di massima ad esempio se avete scelto un sistema 5.1, le casse si dividono in 1 frontale, 2 laterali, 2 posteriori e un subwofer. Il frontale va posizionato sopra la TV al centro rivolto verso di voi (personalmente preferisco metterlo leggermente più indietro rispetto la televisione). Poi ci sono i due laterali che vanno posti, più o meno, a meta strada tra di voi e la tv leggermente inclinati verso il divano mentre i due posteriori vanno posizionati dietro il divano inclinati leggermente verso il centro del divano. Infine rimane il subwofer che può essere posizionato dove più preferite Posizionando gli altoparlanti in questo modo, oltre ad avere l' effetto cinema, vi permetterà di avere anche il migliore impianto per ascoltare la musica in casa.

Una volta posizionato il tutto e completati tutti i collegamenti, il nostro Home Theatre è pronto e non resta che preparare i pop corn, scegliere il film e sedersi sul divano cosi da sembrare di essere al cinema e goderci la visione.


Tag : Guide e trucchi
Fri, 23 Feb 2018 12:11:50 +0100

Windows 10: Come dividere lo schermo grazie al Multitasking

Windows 10 Multitasking

Dividere lo schermo su Windows 10 permette di lavorare in Multitasking rendere il lavoro più semplice e veloce. Usare questa opzione su Windows 10 è molto semplice.

 

Microsoft, negli ultimi anni, ha introdotto nei sui sistemi operati la possibilità di lavorare in Multitasking. Con Windows 10 questa operazione è stata migliorata e semplificata per renderla accessibile a tutti.

Per attivare la suddivisione dello schermo in più parti basta seguire pochi semplici passaggi.

Per prima cosa andiamo sul pannello delle impostazioni di Windows 10 poi andiamo su Sistema e apriamo la voce Multitasking. Nella scheda Multitasking ci sono quattro opzioni che vanno attivate tutte.

Una volta attivate le opzioni del Multitasking possiamo suddividere lo schermo in modo da tenere a portata di vista le App che ci servono per lavorare. Per dividere lo schermo possiamo usare sia la tastiera, il mouse o se siete privilegiati anche il touchscreen.

Con la tastiera non dovete fare altro che aprire il programma che vi serve e premere insieme il tasto Win assieme al tasto freccia sinistra o destra, vedrete che la finestra di ridimensiona in automatico lasciando sull' altra parte le altre applicazioni aperte tra cui scegliere per il Multitasking.

Se invece volete usare il mouse per gestire il Multitasking non dovete fare altro che trascinare la finestra dell' applicazione aperta verso l' altro fino a che Windows non la ridimensiona da solo. Ora non resta che scegliere quale applicazione deve andare sull' altra metà dello schermo scegliendola tra quelle che si vedono in background.

Poi se siete tra quelli fortunati ad avere uno schermo touchscreen potete attivare il Multitasking anche con un tap, tenendo premuto il dito sul programma scelto e trascinarlo in una metà dello schermo fino a che Windows non lo ridimensiona e anche qui poi non dovete fare altro che scegliere la seconda applicazione da visualizzare nell' altra metà dello schermo.

In fine, se avete un schermo che velo permette lo potete anche dividere in 4. Se state usando il mouse non dovete fare altro che trascinare la finestra in un angolo fino a che Windows non lo ridimensiona e dopo non dovete fare altro che riempire i restanti riquadri. Invece con la tastiera Una volta che avete ridimensionato la prima applicazione con i tasti Win+ freccia destra o sinistra non dovete fare altro che premere il tasto Win+ freccia su o giù e la finestra andrà a posizionarsi in uno dei quattro angoli, dopo di che non resta che riempire gli altri riquadri.


Tag : Guide e trucchi
Thu, 22 Feb 2018 15:36:31 +0100

Android 8: Come attivare Google Play Protect e trovare da remoto il tuo smartphone

Google Protect

Anche su Android 8 è possibile attivare la suite di sicurezza Google Play Protect per redenre il dispositico più sicuro dalle minacie e gestire il proprio telefono da remoto, nel caso non lo troviamo più.

Google per migliorare l' esperienza dei sui utenti ha sempre fornito per i dispositiviAndroid una suite di sicurezza Google Protect, in grado di dare maggiori strumenti di sicurezza e rendere i dati dello smartphone più sicuri. Con Android 8 Oreo Google ha aggiornato Google Play Protect,mettendo a dispsisizione nuove funzione di sicurezza più efficaci e semplice per controllare le App e il disposizitivo per verficare che non ci sianocomportamenti dannossi.

Per attivare Google Play Protect, basta andare su Impostazioni – Google – Sicurezza - Google Play Protect e attiva la modalità Scansione dispositivo per minacce alla sicurezza. Vedrai un elenco di app acquisite di recente e un segno di spunta verde "Va tutto bene" se sullo smartphone non è stata rilevata nessuna minaccia. E' possibile accedere alle impostazioni di Play Protect anche andando su Impostazioni - Sicurezza e posizione - Google Play Protect.

Assieme a Google Play Protect, Google fornisce anche un altra funzione molto utilie. Grazie a Trova il mio dispositivo, una volta abilitato, è possibile utilizzarlo per vedere l'ultima posizione nota del telefono, bloccare il telefono con un PIN, una sequenza o una password o cancellare la memoria interna del telefono. È possibile accedere a queste funzioni in remoto tramite il sito Web Find My Device o tramite l' app Trova il mio dispositivo scaricabile dall' App Store.


Tag : Guide e trucchi
Wed, 21 Feb 2018 15:54:50 +0100

Android 8: Come personalizzare le notifiche

Android 8 personalizzazione notifiche

Come personalizzare le notifiche di Android 8 grazie alle categorie (canali). Tra le nuove funzionalità di Android 8 c'è anche la possibilità di personalizzare le notifiche grazie all' introduzione delle categorie.

 

Con Android 8.0 Oreo, Google ha introdotto le categorie delle notifica personalizzabili in modo che l' utente possa avere un maggior controllo sulla loro gestione.

Disattivare le notifiche di un determinata categoria (canale) è molto semplice. Basta tenere premuto su una delle notifiche più recenti dall'App e poi premere sull' interruttore per disattivare le notifiche di quel canale.

Dal menù che appare è possibile anche andare su Tutte le categorie per ottenere un elenco completo dei canali dall'App e decidere quale canale di notifiche desideriamo disabilitare. Se invece decidiamo di voler disattivare completamente le notifiche di un App, non serve altro che far scorrere la notifica verso sinistra o verso destra fino a visualizzare un'icona a forma di ingranaggio. Premere sull' icona a forma di ingranaggio e disattivare le notifiche.

Per gestire le notifiche, in alternativa, si può andare alla pagina delle notifiche dall' App nel menù impostazioni di Android. Per accedervi, basta andare su Impostazioni - App e notifiche - Info App e scegliere l' App per cui si desidera personalizzare le notifiche. Comparirà un elenco dei canali, insieme alle opzioni per ogni canale e agli indicatori che mostrano la loro priorità. E' possibile scegliere l' alta priorità, che emetterà un suono se il volume delle notifiche del dispositivo è attivato, priorità urgente, che farà un suono e apparirà sullo schermo, la priorità media che non emetterà alcun suono e in fine la priorità bassa che non avrà alcun suono o interruzione visiva.


Tag : Guide e trucchi
Tue, 20 Feb 2018 16:03:36 +0100

Come Google Chrome blocca la pubblicità invasiva

Google Chrome

Google Chrome ha deciso di mettere un freno alle pubblicità invasive, per permettere ai suoi utenti una navigazione più pulita e piacevole. Per farlo Google ha deciso di implementare un ad-blocker nativo sul proprio browser web Chrome.

 

In quasi tutti i Browser è possibile installare estensioni ad-blocker che aiutano gli utenti a non essere bloccati dai numerosi banner pubblicitari invasivi che iniziano a spuntare quando apriamo una pagina web, che in alcuni casi non si tratta solo di semplice pubblicità ma contengono anche codici malevoli.

Google Chrome ha preso cosi sul serio il problema che ha deciso di realizzare sul suo Browser Web un ad-blocker nativo, in modo tale che i suoi utenti non devono più combattere contro i fastidiosi banner invasivi che impediscono di raggiungere il contenuto cercato.

Dal sito ufficiale Google ha spiegato quali sono i motivi che hanno spinto alla realizzazione dell' ad-blocker e come bloccherà i banner pubblicitari.

Una volta attivo l' ad-blocker andrà a bloccare i banner o penalizzare i siti , che riproducono la pubblicità invasiva che possono essere ad esempio: riproduzione audio in modo automatico quando si apre una pagina web o anche banner pop-up a sorpresa, sono incluse anche le pagine che impongono un conto alla rovescia prima di poter visualizzare la pagina. In poche parole Tutti i siti che verranno riconosciuti nello stato di "failing" nell' Ad Experience Report e che dunque non rispetteranno le linee guida realizzate proprio da Better Ads Standars, vedranno rimossi i loro banner per più di 30 giorni.

L' ad-blocker nativo di Chrome a differenza dell' altre estensione, andrà ad eliminare solo i banner "fuori legge" mentre la pubblicità che non risulta invasiva continuerà ad essere visualizzata sulle della pagine web durante la navigazione.

Nel caso in cui l' ad-blocker bloccherà qualche pubblicità invasiva, l' utente verrà avvisato tramite un messaggio e potrà scegliere se visualizzarlo oppure no.

Secondo Google, grazie all' ad-blocker, gli utenti di Chrome non vedranno la pubblicità sui siti che violano sistematicamente gli standard Better Ads, cosi da migliorare la fruizione del browser e del web. Google ha precisato che il suo intento non è filtrare tutti gli annunci ma migliorare l'esperienza per tutti gli utenti web. Durante la fase di testing dell' estensione, il 42% dei siti che non soddisfacevano gli standard hanno subito risolto i problemi e ora stanno ottenendo la libera navigazione senza la riduzione dell' ad-blocker.

Google ha annunciato che l' ad-blocker sarà attivato sul suo -browser a partire dal 15 Febbraio 2018, quindi se durante la navigazione sul web notate che su qualche pagina web manca qualcosa non preoccupatevi, forse vuol dire che è entrato in azione ad-blocker nativo di Chrome.


Tag : Internet
Thu, 15 Feb 2018 12:44:30 +0100

Facebook testa il pulsante downvote

Facebook

Facebook ha avviato i primi test del pulsante downvote, che permette agli utenti del social network di segnalare i commenti inappropriati degli altri utenti.

 

Facebook ha iniziato testare il pulsante downvote che permette ai suoi utenti di avere maggior controllo sui commenti ai post, pubblicati sul social network. Al momento il social network ha tenuto a specificare che il test permette agli utenti di segnalare i commenti discutibili all’interno dei post pubblicati e non un sistema di disapprovazione che potrebbe ricordare il famoso pulsante “non mi piace”.

Quando un utente Clicca sul pulsante “downvote”, il commento sarà nascosto e successivamente il social network chiederà all’utente il perché di questa scelta. L’ utente potrà giustificare la sua decisione di nascondere il commento perché offensivo, fuorviante o fuori tema. La scelta dell’utente, ovviamente, non sarà visibile anche agli altri iscritti di Facebook. Il test, al momento, sarebbe in corso all’interno di un piccolo gruppo di iscritti americani. Trattandosi di un test, il numero di “downvote” attribuiti ad un commento non pregiudicherà la visibilità del commento, del post o della Pagina.

Questa nuova funzione del social network non è stata pensata per dare modo di esprimere l’antipatia verso un commento ma piuttosto come un modo per gli utenti di avere maggiore controllo sui commenti dei post che spesso possono risultare caotici.

Non si sa ancora se dopo il test il pulsante downvote arriverà a tutti gli iscritti del social network e se sarà utile per la nuova politica di Facebook che punta a voler offrire ai suoi iscritti solamente messaggi significativi e che possano generare interazione, contrastando le fake news e l’ hate speech.


Tag : Internet
Tue, 13 Feb 2018 14:09:27 +0100

Instagram: notifica in arrivo per gli screenshort delle Storie

Instagram Stories

Instagram sta rilasciando una nuova funzione che farà felici gli utenti che amano realizzare le storie, ma che farà storcere il naso a chi amava fare gli screenshort delle Stories.

 

Le Instagram Stories è una funzione introdotta dal social network, che permette di creare delle clip che hanno una vita limitata, a meno che l’autore non decida di salvarle all’interno del proprio archivio (pubblico o privato). In poche parole le Stories non sono altro che foto o video realizzati per essere completamente cancellati dopo 24 ore da qualsiasi supporto digitale, a meno che l'autore non le salvi o se qualcuno non ne faccia uno screenshot.

Proprio per questo Instagram fa pensato ad una nuova funzione che farà sapere agli autori delle Storie chi ne ha fatto uno screenshot.

Intanto che la funzione venga attivata a tutti gli utenti, gli autori degli screenshort vengano avvisati con una notifica che recita:“La prossima volta che acquisirai uno screenshot, la persona che ha pubblicato la storia potrà vederlo”.

La nuova funzione permetterà agli utenti di avere un maggiore controllo sulla sorte delle proprie Storie e permetterà di scoraggiare eventuali usi impropri degli screenshort delle Storie degli altri utenti del social.

Il rilascio della funzionalità sta avvenendo gradualmente e sarà probabilmente attiva per tutti gli account nei prossimi giorni.

 


Tag : Internet
Fri, 09 Feb 2018 14:29:43 +0100

Honor 9 Lite disponibile

Honor 9 Lite

Honor 9 Lite disponibile. Il primo smartphone con bene 4 fotocamere è disponibile per l' acquisto ad un prezzo di 229.00 euro.

 

E' stato presentato in Italia il nuovo Honor 9 Lite, ultimo dispositivo di Honor che condivide quasi tutte le caratteristiche hardware con il Huawei P Smart. Ciò che contraddistingue l’ultimo smartphone di Honor, oltre alla cura nel design ricercato come ad esempio la parte posteriore con effetto specchiato,è la fotocamera frontale, diventata ora doppia, che fa si che l' Honor 9 Lite è il primo smartphone ad avere ben quattro fotocamere.

Honor ha realizzato questo smartphone per conquistare il target giovane, per gli amanti del selfie ha predisposto sul suo smartphone la doppia fotocamera anche sulla parte frontale.
Tutte e quattro fotocamere dell' Honor 9 Lite dispongono di doppio sensore da 13 + 2 megapixel con apertura F/2.0 e la seconda fotocamera è utile per la profondità di campo, che implementa così l’effetto bokeh anche sui selfie.

A parte il comparto fotografico le caratteristiche del nuovo smartphone di Honor sono quasi le medesime del Huawei P Smart. All' interno dell' Honor 9 Lite troveremo il processore octa-core Kirin 659 da 2,36 Ghz, 3 GB di Ram e 32 GB di memoria interna. Il display Full Hd+ con fattore di forma da 18:9 è caratterizzato da una diagonale da 5,65 pollici con risoluzione da 2.160 x 1080 pixel. La batteria da 3.000 mAh garantisce, secondo il produttore, una giornata piena di autonomia. Il sistema operativo sarà Android Oreo 8.0 con Emui 8.

Honor 9 Lite è Dual Sim, ma si dovrà scegliere se utilizzare uno slot per la Sim aggiuntiva o per la scheda di memoria per aumentare la capacità di archiviazione. Honor 9 Lite è disponibile da oggi al prezzo di 229,90 euro nelle colorazioni Sapphire blue, Midnight Black e Glacier Grey.


Tag : Telefonia
Wed, 07 Feb 2018 12:31:29 +0100

Surface Book 2: Microsoft lancia una versione economica

Microsoft Surface Book 2

Microsoft ha annunciato Un Surface Book 2 economico che andrà ad affiancare la versione Top. Cosi il colosso informatico cerca di conquistare nuovi clienti.

 

In questi giorni Microsoft ha annunciato che del nuovo Surface Book 2 da 13.5 pollici sarà disponibile anche una versione più economica, entry level. La versione più economica del Surface Book 2 avrà lo schermo da 13,5 pollici, il processore Intel Core i5, 8 GB di RAM e 128 GB di SSD. Il tutto al prezzo di 1.199 dollari, cioè 300 dollari in meno rispetto alla versione Top, che differisce solamente per una maggiore capacità di spazio d’archiviazione, potendo contare su di un SSD da 256 GB.

La versione entry level del Surface Book 2 punta a conquistare quella fascia di utenti che non hanno particolare esigenze di spazio di archiviazione.

Microsoft non ha rilasciato nessun comunicato ufficiale su tale scelta ma si presume che la scelta sia stata dettata per fronteggiare le numerose critiche riguardando i costi elevati dei prodotti Surface.

La versione economica del Surface Book 2 sarà disponibile all’acquisto solamente nel Microsoft Store americano, ancora non si sa se presto arriverà anche in Europa. Dal 15 febbraio il Surface Book 2 Top sarà ordinabile anche in Italia.


Tag : tecnologia
Mon, 05 Feb 2018 12:45:59 +0100

eBay abbandona PayPal

eBay

eBay ha deciso di abbandonare PayPal e di passare a Adyen come piattaforma di pagamento preferenziale sul suo sito di Aste online.

 

Uno dei più grandi sodalizi dell' era d internet sembra che stia per volgere al termine. eBay ha, infatti, annunciato che presto sostituirà la sua piattaforma di pagamento principale PayPal con un nuovo sistema di transazioni realizzato con la collaborazione di Adyen, una società specializzata in pagamenti che collabora già con clienti importanti come Uber, Netflix e Spotify. Ciò non vuol dire, almeno per il momento, che PayPal sparirà dal sito di Aste online ma che non sarà più la piattaforma principale di pagamento e che svolgerà un ruolo secondario.

Il sistema di pagamento di Adyen si concentra esclusivamente nella fornitura di servizi di pagamento back-end, come l’elaborazione dei pagamenti delle carte di credito. La migrazione alla nuova piattaforma non sarà immediato ma graduale. All’inizio, eBay renderà disponibile le nuove funzionalità di pagamento in Nord America a partire dal 2018. Successivamente, il servizio sarà progressivamente allargato a partire dal 2019, per arrivare al 2021 quando tutti i venditori dovranno aver effettuato la migrazione alla nuova piattaforma di pagamenti. Il sito d’ aste ha un contratto che lo lega a PayPal sino a metà del 2020 e che lo obbliga ad offrirlo come opzione di pagamento sino al 2023. Al momento nessuna delle due società ha fatto sapere se alla scadenza del contratto PayPal rimarrà come opzione di pagamento alternativa su eBay.

Uno dei motivi principale che ha spinto il famoso sito d' aste a tale scelta è quello di voler offrire ai suoi utenti una migliore esperienza di acquisto visto che le transazioni non richiederanno più il passaggio all’interno di un sito esterno. I venditori saranno anche in grado di monitorare tutte le loro transazioni con maggiore facilità. I venditori avranno anche meno spese da sostenere nella gestione dei pagamenti. Adyen, inoltre, gestisce transazioni in 150 differenti valute. Oltre a migliorare l' esperienza di shopping per i suoi clienti eBay migliorare anche la sua redditività visto che potrà intascare direttamente le tasse per l’elaborazione dei pagamenti che oggi vanno a PayPal e non è detto che potrebbe anche offrire dai tassi sulle transazioni molto più convenienti per tutti i suoi utenti.

Ora bisognerà vedere quale sarà la reazione di PayPal a tale decisione visto che eBay rappresentava il 30% dell' entrate della società e come avrà intenzione di colmare i vuoto che lascerà il sito di aste online


Tag : Internet
Fri, 02 Feb 2018 11:13:49 +0100