Eburum Eboli

Eburum eboli nulla si sa di certo delle relazioni tra la nostra città e roma durante i primi secoli di dominazione romana, ma tutto fa credere che tra esse sia esistito un vincolo ininterrotto di amicizia ed alleanza. tra il iv e il III secolo a.c., un antico popolo italico di origine composita che viveva nell'appennino meridionale, precisamente i sanniti, intraprese una serie di guerre contro roma – le cosiddette guerre sannitiche (343 – 290 a.c.) – per il controllo del territorio campano e ciò diede il via alla penetrazione dei romani nel meridione d'italia, con il consolidarsi del loro dominio all'indomani della sconfitta dei sanniti.nulla si sa di certo delle relazioni tra la nostra città e roma durante i primi secoli di dominazione romana, ma tutto fa credere che tra esse sia esistito un vincolo ininterrotto di amicizia ed alleanza.

Ad attestare la presenza dei romani presso eboli, la scoperta di alcune tombe risalenti al iii e ii secolo a.c.. con il loro avvento e la costruzione della via popilia, che congiungeva capua a regium (reggio calabria), proseguendo la via appia, eboli diventa un fiorente centro artigiano-commerciale a cui viene riconosciuto il titolo di 'municipium'. esiste ancora il piedistallo di una statua equestre (la cosiddetta 'lapide eburina'), risalente all'impero di commodo (183 d.c.), dedicata al console tito flavio silvano della tribù fabia, recante un'iscrizione attestante le buone relazioni esistenti tra roma e quella che con l'avvento dei romani era stata chiamata non più eburi o ebura, ma eburum. con i romani, l'abitato scende dalla collina di montedoro, sede dell'antico insediamento, e si stabilisce sulle colline dei ss. cosma e damiano, di s. antonio e, forse, sul sito del centro storico medievale dov'è stato scoperto un tratto di strada e un intero quartiere artigianale romano con due fornaci molto ben conservate, ancora attive in età imperiale. nel medioevo, la città subì gravi danni ad opera delle orde barbariche, che andavano distruggendo e saccheggiando l'italia nella loro travolgente avanzata. nebuloso e pieno di incertezze è il periodo che segue la caduta dell'impero romano d'occidente, nel v secolo d.c.. in quell'epoca, la città subì gravi danni ad opera delle orde barbariche, che andavano distruggendo e saccheggiando l'italia nella loro travolgente avanzata. tuttavia, ben più ingenti distruzioni subì eboli in seguito alle scorribande dei saraceni nel ix e x secolo. la crisi economica che ne seguì si accompagnò ad un forte calo demografico e la piana bassa del sele non più curata, s'impaludò.

Col tempo la popolazione reagì alla crisi tendendo a concentrarsi in un luogo appartato rispetto alle vie di comunicazione, infatti rimase per tutto l'alto medioevo un locus ebuli in località santa tecchia, che entrò a far parte del territorio dei longobardi (popolazione germanica che dominò la penisola italiana dalla metà del vi alla fine dell'viii secolo), precisamente del principato longobardo di benevento. i principi longobardi per vivere al sicuro da ogni attacco e insidia, stabilirono la loro sede su alture a volte inaccessibili, fortificandole. sorsero così i primi castelli medioevali e si andò formando la potenza feudale dell'italia meridionale. fra i castelli più muniti del salernitano è da annoverare quello di eboli, sorto tra il viii e il ix secolo. Attorno al fortilizio, probabilmente, si insediò a poco a poco la popolazione. si formò così il primo nucleo dell'eboli medioevale. il primo signore di eboli, di stirpe longobarda, di cui si conosca il nome è una donna: urania. successivamente, eboli passò sotto il dominio normanno. i normanni o vichinghi, erano popoli scandinavi protagonisti di ripetute scorrerie e di ampi movimenti migratori tra il ix e il xii secolo. alcuni condottieri normanni, si posero al servizio dei duchi longobardi di napoli e principi di capua, dai quali ebbero per i loro servigi dei feudi, e dal papa, con intraprendenza e astuzia, i ducati di puglia e calabria e il regno di sicilia, unificando l'italia meridionale. probabilmente, proprio sul luogo dove sorgeva il fortilizio longobardo, i normanni costruirono un castello, che divenne la residenza del signore di eboli. sotto questa denominazione la cittadina conobbe un periodo di prosperità che condusse, tra l'xi e il xii secolo, ad un notevole sviluppo urbano: il piccolo borgo si trasformò in prospera città. i normanni finirono per mescolarsi alla popolazione locale, lasciandovi un'impronta profonda sia nell'organizzazione sociale sia nella cultura. successivamente, eboli acquistò notevole importanza politica specie nelle lotte dinastiche fra svevi e normanni. fino a quando, sotto il regno dello svevo-normanno federico ii (1194-1250, re di germania, imperatore del sacro romano impero, re di sicilia), eboli venne inserita nel regio demanio. il sovrano svevo predilesse la cittadina, avendo riservato per sé alcune difese della vasta piana di eboli ricche di ogni specie di selvaggina. si sa che spesso si portava in tale difese per la caccia imperiale e non è da escludere che durante tali battute di caccia abbia soggiornato nel castello della città. eboli intanto cresceva d'estensione e d'importanza, come pure diversi ebolitani emersero nelle scienze, nelle cariche pubbliche e nelle arti, tra cui pietro da eboli (xii secolo), il cantore della casa sveva, e marino da eboli (xiii secolo), arcivescovo di capua.